Sicurezza
Concussione, indagato medico
Il gip del tribunale sospende un noto chirurgo estetico dall’attività professionale all’ospedale
PISTOIA. Indagato per il reato di tentata concussione un noto chirurgo estetico pistoiese. Su richiesta della procura della Repubblica, Manuel De Giovanni, 42 anni, è stato sospeso dal gip del tribunale dall’attività professionale all’interno dell’ospedale di Pistoia, dove, dal 2010, è dirigente medico a tempo indeterminato nell’unità operativa di chirurgia generale.
La misura cautelare è stata ritenuta necessaria dal giudice delle indagini preliminari per impedire l’eventuale reiterazione del reato, per questo non riguarda l’attività professionale portata avanti dal medico nel suo studio o nelle cliniche private in cui esercita.
A dare il via all’inchiesta è stata, nel maggio 2012, una segnalazione da parte della stessa Asl 3: alla direzione si era rivolta una paziente che avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento di chirurgia estetica ricostruttiva all’ospedale e a cui il medico, per evitare la lunga lista di attesa (si parla addirittura di cinque anni), avrebbe proposto di farsi operare da lui in una clinica privata. Le indagini, portate avanti dai carabinieri del Nas, sono ancora in corso: la procura sta cercando di risalire ad eventuali altri pazienti che potrebbero aver ricevuto dal medico proposte simili.
Il medico, che ha il suo studio in via della Madonna, svolge la sua attività come chirurgo extramoenia all’ospedale di Pistoia. Attualmente, in attesa degli esiti dell’inchiesta penale (e dopo aver aperto a sua volta un’indagine interna), l’Asl 3 lo ha sospeso dall’attività interna all’ospedale.
Come detto, l’inchiesta della procura è nata quando alla direzione dell’Asl si è rivolta una paziente affetta da una grave forma di obesità che in passato era stata sottoposta all’ospedale del Ceppo (si parla del maggio 2012) ad interventi chirurgici per la riduzione del peso. A causa del forte dimagrimento, avrebbe dovuto subire interventi di chirurgia estetica al seno e all’addome, per i quali però avrebbe dovuto attendere circa 5 anni tant’era lunga la lista di attesa all’Asl 3. Di questa sua situazione la donna si sarebbe lamentata con il dottor De Giovanni (che non era però il medico che la seguiva all’ospedale) quando, mentre era ricoverata, lo aveva incontrato in corsia. Il medico successivamente l’avrebbe contattata telefonicamente per proporle di effettuare gli interventi plastici previsti in una clinica privata. La paziente gli aveva detto di non essere interessata, ma aveva accennato a tale conversazione quando, successivamente, era andata a lamentarsi con i responsabili dell’azienda sanitaria della sua lunga attesa e degli errori che secondo lei sarebbero stati compiuti nei suoi confronti da parte dell’ospedale.
A quel punto, oltre ad avviare un’indagine interna, l’Asl aveva comunicato il fatto alla procura, che ha poi aperto un fascicolo per il reato di tentata concussione.
Secondo il pm Francesco Sottosanti, titolare dell’inchiesta, il medico avrebbe cercato di trarre un vantaggio economico cercando di dirottare verso la propria attività professionale privata la paziente della struttura pubblica.
Sono stati i carabinieri del Nas ad interrogare in questi mesi sia i colleghi che i pazienti del medico alla ricerca di riscontri all’ipotesi accusatoria della procura.
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