La protesta
Prezzi alti, ma i fiorai non sono ladri
PISTOIA. Reazioni, anche inviperite, all’articolo in cui Coldiretti denunciava come i crisantemi in questi giorni dedicati ai defunti vedessero il loro prezzo all’origine crescere
PISTOIA. Reazioni, anche inviperite, all’articolo in cui Coldiretti denunciava come i crisantemi in questi giorni dedicati ai defunti vedessero il loro prezzo all’origine crescere in modo esponenziale.
Per l’associazione di categoria dei floricoltori si parlava di un 300% in più nel passaggio dal produttore al consumatore.
Un grossista di fiori ci ha chiamato per spiegarci il meccanismo.
«I fiori come i crisantemi in questi giorni costano 60 centesimi quando si vanno a comprare dal coltivatore. Il grossista poi li mette sul mercato – chi parla è un grossista – a 80 centesimi . A quel punto il chiosco non può fare a meno di venderli a 1 euro e 60. A parte il fatto che non si raggiunge comunque il 300% del costo al floricoltore, non si può dare del ladro al fioraio che in questi giorni vede qualche cliente in più. E che comunque ricarica del 100% il prodotto che acquista dal grossista. Ma se uno va in un negozio di abbigliamento sa benissimo che il ricarico è del 300%.
Lo stesso vale se andiamo al ristorante: il ricarico della bottiglia di vino viaggia su 3 volte tanto. Solo in questi ultimi anni il vino costa leggermente meno. Ma perchè i prezzi erano ormai andati fuori mercato».Insomma i crisantemi sono cari e i coltivatori non ci guadagnano. Questa era la morale della denuncia da parte di Coldiretti. Per il resto è un po’ il mercato che fa il prezzo. In questi giorni nessuno si è voluto presentare ai suoi cari al cimitero senza un fiore e così i prezzi sono velocemente saliti.
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