Il Tirreno

Pistoia

Centro rifiuti: Pdl sposa Sant’Agostino

di Francesco Albonetti
Centro rifiuti: Pdl sposa Sant’Agostino

Contrario all’ipotesi Pallavicini, il gruppo d’opposizione chiede la valutazione dell’impatto: «Si rischia il bis dell’ospedale»

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PISTOIA. La vicenda del centro raccolta rifiuti nell’ex area Pallavicini rischia di prendere la stessa piega di quella del nuovo ospedale San Jacopo al Campo di volo. È tanto teme la minoranza del Pdl, che darà battaglia fino in fondo per impedire quella collocazione, proponendo come valida soluzione alternativa l’area dei cantieri comunali a Sant’Agostino. Dopo le animate assemblee dei giorni scorsi e la nascita di un comitato di cittadini che si batte contro l’ipotesi dell’impianto nella zona di Panorama, anche il principale gruppo di opposizione esce allo scoperto con una linea ufficiale.

Come il nuovo ospedale. «Il sindaco ha detto che non ci sono decisioni precostituite e tutto è ancora in discussione – dice la capogruppo Anna Maria Celesti – Chiediamo quindi che vengano svolte tutte le valutazioni tecniche necessarie su una serie di aree. Vogliamo evitare che, come è accaduto con l’ospedale nuovo, la decisione sia di fatto già presa e la disponibilità ad ascoltare i cittadini e a valutare altre ipotesi non sia solo un esercizio di maniera». Anche nel caso dell’iter del San Jacopo, dicono quelli del Pdl, le valutazioni ambientali sono state rinviate al dopo, quando non era più possibile tornare indietro «e l’ospedale è nato senza messa in sicurezza idraulica, senza barriere anti-rumore e con il nodo irrisolto del campo nomadi». Per questo il Pdl chiede che venga fatta subito la Vas (valutazione di impatto strategico) su quell’area, come ha indicato anche l’Arpat agli uffici comunali.

Perché no alla Pallavicini. La contrarietà del Pdl ricalca in buona parte quella evidenziata dai cittadini nelle corse delle tre assemblee degli scorsi giorni. Il primo è la densità della popopolazione. «La variante urbanistica prevedeva verde e parcheggi legandoli a uno sviluppo urbanistico nella zona – dicono Celesti e Alessandro Capecchi – Ed è il motivo per cui la gente è andata ad abitare lì. Il verde pubblico, di fatto, è quasi inesistente rispetto alle previsioni e l’area dove dovrebbe sorgere il centro raccolta rifiuti rimarrebbe l’ultima davvero usufruibile dai residenti». Capecchi parla di «dubbi di coerenza col piano strutturale» e che la cartografia utilizzata per la scelta di quell’area è rimasta quella del 2007, quando ancora doveva essere aperto il centro commerciale Panorama. Altre perplessità riguardano la viabilità pericolosa.

Perché sì a Sant’Agostino. L’area industriale è più coerente con la destinazione del centro rifiuti. «La zona di Sant’Agostino è nata come artigianale, poi è stata urbanizzata. E’ singolare come in tutte le discussioni per il Regolamento urbanistico non si sia mai parlato di questa ipotesi. Il nostro sospetto è che l’area Palavvicini sia stata scelta non dalComune, ma da Publiambiente e da Publiacqua». Anche a Sant’Agostino c’è aria di comitato per combattere l’ipotesi centro rifiuti. «Il centro va fatto perché crediamo nella raccolta differenziata, ma San’Agostino è un’area più coerente e meno impattante».

Ipotesi terreno privato. Se fosse impossibile la scelta dei cantieri comunali, il Pdl non mette veti ai terreni privati: «Alcuni proprietari di terreni si sono detti già disponibili ad ospitare l’impianto. Valutiamo anche queste ipotesi, perché se l’impatto economico può essere inizialmente non conveniente, alla lunga potrebbe invece rivelarsi la scelta migliore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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