Il dolore
Camorra e logge, coinvolta Pistoia
Sconvolgente la testimonianza del pentito Carmine Schiavone, desecretata dalla Boldrini dopo 16 anni di buio
PISTOIA. Un verbale declassificato (ovvero tolta la segretezza) che getta una luce inquietante sulla nostra Provincia. Sono passati tanti anni, ma l’impressione di sgomento rimane.
Si parla di rifiuti tossici portati dal Nord in Campania. Ecco cosa mette a verbale Carmine Schiavone: «So che lavorava (l’avvocato Chianese, ndr) a Milano, Arezzo, Pistoia, Massa Carrara, Santa Croce sull’Arno, La Spezia. Aveva un bel giro di amicizie nell’ambito del quale dicevano che si potevano interessare di smaltire i rifiuti. Lei mi chiede di fare i nomi, ma io non li ricordo».
Insomma i rifiuti tossici della Toscana, Pistoia compresa, venivano portati in Campania grazie alla Camorra e alla Massoneria.
Queste e altre cose sono messe a verbale nel 1997 dalla commissione parlamentare d’inchiesta sul «ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite connesse».
Il presidente della commissione è Massimo Scalia che interroga Carmine Schiavone, cugino del più celebre Sandokan. Schiavone arriva in Parlamento a testimoniare come collaboratore di giustizia. E racconta, racconta, racconta.
Questo verbale, desecretato giusto giovedì mattina, è apparso già ieri suoi giornali nazionali. Schiavone parla di una terra bellissima, quella campana, ridotta non solo ad un immondezzazio, ma soprattutto ad una lurida culla di tumori.
Schiavone raccontava queste cose 16 anni fa. Poi arriverrà Gomorra di Saviano ad aprire uno squarcio sul cla dei Casalesi (da Casal di Principe, paese, prima del libro dello scrittore napoletano, sconosciuto ai più).
Del resto nella Piovra 5, quando Corrado Cattani (Muchele Placido) è già fuori dalla Polizia, si parla del traffico di rifiuti come il nuovo business della criminalità organizzata.
Questa audizione (così si chiama, non è un interrogatorio) è stata secretata e chiusa negli armadi delle Camere fino a giovedì 31 ottobre, quando il presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, ha ordinato di declassificarla, ovvero di togliere il vincolo di segretezza.
Torniamo al verbale di 43 pagine più alcuni allegati, Il presidente Scalia insiste , nel suo interrogatorio, su questo traffico di rifiuti tossici fra Nord e sud.
Scalia: «Lei ci sta dicendo una cosa precisa: che questi rifiuti dal nord dell’Italia o addirittura dall’estero non arrivavano in Campania da soli, ma attraverso l’avvocato Chianese che era in grado di organizzare il traffico attraverso circoli culturali e amici».
Schiavone replica: «Erano circoli culturali che stavano al nord, al centro, a sud, in tutta Italia e in Europa».
Naturalmente dietro il termine circoli culturali si dovrebbe intendere ben altre cose e lo si capisce più avanti:si parla di logge massoniche.
E così Scalia insiste: «Ci interessa sapere quali erano questi collegamenti precisi, se vi era un’attività che potremmo definire di promotion.
Schiavone a quel punto spara il colpo: «Faccio solo un nome: so che Cerci stava molto bene con un signore che si chiama Licio Gelli».
E allora Scalia chiede: «Sulla base della sua esperienza, dietro alla vicenda del traffico di rifiuti, in particolare di quelli pericolosi, esiste un’organizzazione che lei conosce fino ad un certo punto e che faceva capo all’avvocato Chianese; ma se lei parla di Licio Gelli ci fa sospettare che questa organizzazione fosse be n orchestrata e vi fosse in qualche modo un settore della massoneria che si occupava di questi affari».
Poi Scalia chiede ancora: Da chi ritiravate quei rifiuti?».
Schiavone sicuro: «Per esempio dalla Gis di Santa Croce sull’Arno».
Va ricordato subito che Gaetano Cerci, titolare della Ecologia 89 è stato arrestato due anni fa con l’accusa di traffico illegale di rifiuti.
L’avvocato Chianese era già stato arrestato. Per quanto riguarda la figura di Licio Gelli, la documentazione in possesso delle forze dell’ordine registra almeno in una occasione la presenza di Gaetano Cerci a Willa Wanda, la residenza di Gelli a Castglione Fibocchi, provincia di Arezzo.
Ma da tutte queste inchieste e dai tentativi di coinvolgimento di vari pentiti, Licio Gelli ne è uscito completamente pulito. Gelli che, lo ricordiamo, è pistoiese di nascita.
Schiavone va oltre. Intervistato ieri l’altro in seguito all’uscita del verbale dal Manifesto, entra nel merito delle famose navi dei rifiuti. Quelle, ad esempio, che sono state affondate in passato nel mar Ligure. Navi che ci riguardano da vicino perchè sono partite dal porto di Marina di Carrara o da quello di La Spezia.
Ma Schiavone parla anche del caso delle navi della Shifco , collegate – nel porto di Gaeta – alla Panapesca. Questo è riportato dal Manifesto ma è noto che i rapporti fra Shifco, società somala e le aziende di Vito Panati sono stati già appurati e niente è emerso. E sono stati anche argomenti di querele da parte dell’imprenditore montecatinese verso quei giornali che hanno insistito nel parlarne.Le navi di questa Shifco sono diventate una sorta di jolly, buono per tutti gli scenari.
Qualcuno ipotizzò che le navi somale fossero legate ad un traffico d’armi. Che aveva a sua volta a che fare con il disastro del Moby Prince. Stesso traffico d’armi che qualcuno collegò all’omicidio in Somalia di Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 trucidata da una banda del posto.
Ma ripetiamo, in questo caso, Carmine Schiavone parla de relato, ovvero per sentito dire.
Più pregnante la testimonianza sul traffico di rifiuti. I morti per tumore in Campania li abbiamo sulla coscenza anche noi toscani. Magari solo per avere fatto finta di niente in quegli anni cruciali per industria e ambiente.
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