La manifestazione
I Comuni dell’Unione adesso rischiano il commissariamento
Entro dicembre devono associare le 9 funzioni fondamentali ma ancora nulla è stato fatto per rispettare il termine
SAN MARCELLO. C’è chi parlando di Unione dei Comuni non esiterebbe a bollarla come l’ennesima favola dello stento ambientata sulla Montagna pistoiese. Il problema è che in questo caso il tempo è limitato da una scadenza: è infatti quello del 31 dicembre 2013 il termine ultimo imposto dalla legge ai Comuni sotto 5mila abitanti per associare le loro 9 funzioni fondamentali.
Ciò vale anche per i Comuni di Abetone, Cutigliano, Piteglio e Sambuca Pistoiese che, deliberata la costituzione dell’Unione, dovranno adesso inserirvi le loro funzioni, con un unico responsabile e comunione di bilancio.
San Marcello, il solo svincolato per legge, entrerà nell’Unione per scelta politica solo con le 3 funzioni (servizi sociali, polizia municipale e protezione civile) svolte ad oggi in convenzione.
La pena prevista della legge per il mancato rispetto della scadenza per i 4 Comuni obbligati sarà però il commissariamento.
Ad appena due mesi dalla scadenza di legge, tuttavia, la situazione che si percepisce è di immobilità quasi assoluta. Delle varie funzioni, per il momento, è entrata in Unione solo la centrale unica di committenza per la gestione degli appalti. Vi sono poi le tre funzioni esercitate in semplice convenzione. Per il resto, calma piatta.
Franco Giani consigliere del gruppo di opposizione “Democratici e progressisti” di Cutigliano, delegato per l’unione, traccia un quadro significativo.
«Ho già detto il mio pensiero nel consiglio di comunale dello scorso 30 settembre – esordisce Giani – Poche ore prima avevo partecipato al consiglio dell’Unione, che per l’ennesima volta era stato liquidato, con qualche occhiata imbarazzata, l’appello ed una alzata di mano per deliberare la manovra di riequilibrio del bilancio, i cui importi ovviamente coincidevano con la previsione, vista l’attività quasi nulla di questi mesi».
In effetti, se si va a sfogliare l’albo pretorio dell’Unione, da aprile scorso (mese di costituzione) al 28 ottobre 2013 risultano pubblicati soltanto 12 atti. Se si escludono i 7 avvisi e bandi per affidamento di incarichi e appalti, restano solo 5 delibere inerenti la fase costitutiva (convalida degli eletti, della giunta, nomina del presidente, disposizioni organizzative di protocollo e segreteria) e l’approvazione del bilancio per il 2013/2014.
«Manca un dibattito, un vero confronto politico – prosegue il consigliere dell’opposizione – Credo che il consiglio dell’Unione, come un consiglio comunale, debba esercitare una sua politica di indirizzo, e ciò necessita di una discussione che per adesso è del tutto assente, come ho fatto già notare al presidente Silvia Cormio a margine del consiglio. Volenti o nolenti l’Unione dei Comuni è stata votata, è nata, e quindi occorre impegnarsi per farla funzionare, non soltanto lasciando agli uffici e ai loro dirigenti il compito di preparare atti e regolamenti. Credo che in questo sarebbe importante il supporto degli altri consiglieri: la sensazione che per il momento ho avuto partecipando ai consigli dell’Unione, invece, è che molti lì dentro stiano aspettando qualcosa che non c’è o che non verrà».
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