Italia
Dove finirà Pistoia, nella nuova area vasta
PISTOIA. Tempo di alleanze strategiche nelle cosiddette aree vaste, e di aggregazione in poli geopolitici di risorse economiche in Toscana ed anche a Pistoia, a fronte della crisi che imperversa e...
PISTOIA. Tempo di alleanze strategiche nelle cosiddette aree vaste, e di aggregazione in poli geopolitici di risorse economiche in Toscana ed anche a Pistoia, a fronte della crisi che imperversa e dei cambiamenti negli assetti istituzionali locali avvenuti negli ultimi tempi. Il timore, fondato, è di essere politicamente “inghiottiti” da Firenze, vorace capoluogo toscano. Pistoia, infatti, come tutte le provincie italiane, perderà tra qualche mese l’ente Provincia almeno nel suo livello politico-istituzionale, ma anche le imponenti trasformazioni socio-economiche avvenute negli ultimi anni, mai così radicali dal secondo dopoguerra, hanno in parte cambiato i punti di forza del suo assetto economico, ovvero un grande settore terziario, un originale comprato florovivaistico, un’industria manifatturiera con a capo Ansaldo Breda, un vitale sistema di piccole e medie imprese con alcune delle quali organizzate di fatto nei distretti del mobile e della calzatura. Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, Camera di Commercio e Fondazione Caript corrono dunque ai ripari, facendo redigere un rapporto di ricerca ad Aldo Bonomi, noto studioso delle problematiche dello sviluppo e delle forme di convivenza nel nostro Paese, dal titolo “Il territorio pistoiese tra flussi e luoghi. Un nuovo spazio di rappresentazione del territorio pistoiese, tra l’Alta Toscana e l’area metropolitana fiorentina”, in collaborazione con il Consorzio Aaster di Milano. Nello studio, dopo l’analisi del territorio locale, ovvero delle sue risorse ed infrastrutture, da parte di Bonomi, seguono delle interviste a personalità pistoiesi impegnate in vari ambiti, dalle istituzioni all’economia locale. La prospettiva di territorio aperto che nasce in conseguenza ai cambiamenti avvenuti, impone anche a Pistoia nuove relazioni con i territori limitrofi, vista anche la sua posizione strategica di “terra di mezzo”, di “cerniera” tra l’area metropolitana fiorentina e l’asse del Tirreno settentrionale basato sulla dinamica area lucchese, realtà entrambe da tempo impegnate nella ricerca di un nuovo modello di sviluppo. Due le possibilità, infatti, prospettate per Pistoia da Bonomi e dagli intervistati: essere parte attiva appunto nell’area metropolitana fiorentina, ritenuta “la città infinita gigliata”, oppure prendere parte ad un’area vasta dell’Alta Toscana, assieme alle province di Prato e Lucca più quella di Massa Carrara in una posizione di fatto più defilata. Un polo di aggregazione, quest’ultimo, basato su due grandi volani turistici di eccellenza, Viareggio e Montecatini, contando su risorse come l’enogastronomia, ma anche su floricoltura ed industria cartaria, comunque in rapporto anche con Firenze. Polo, quello dell’Alta Toscana, al quale propende la Caript vista la sua recente espansione in Lucchesia e sulla costa tirrenica.
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