«Crisantemi, al dettaglio ricarichi anche del 300%»
Coldiretti soddisfatta a metà: «Quest’anno le vendite sono buone, ma i guadagni per i produttori sono ridotti all’osso. E pesa il costo delle accise del gasolio»
PISTOIA. Due novembre, commemorazione dei defunti. La celebrazione nasce su ispirazione di un antico rito bizantino: è a partire dal 998, con l’abate benedettino Sant’Odilone di Cluny che il rito viene celebrato anche nella chiesa latina. E così, da secoli ormai, nel giorno dei defunti si visitano i cimiteri portando in dono ai propri cari fiori. Il fiore per eccellenza in questa ricorrenza è il crisantemo, che mentre in tutto il mondo è considerato portatore di bene, gioia e prosperità, in Italia viene associato al lutto. In Cina e in Corea, invece, è un simbolo di festa e in Giappone è il fiore nazionale, celebrato e rappresentato nei templi shintoisti.
Nonostante la crisi, evidenzia un’indagine di Coldiretti, c’è stato un buon giro di vendite in occasione della ricorrenza dei defunti. E anche i fiorai del cimitero comunale lo confermano: «Difficile - afferma una fioraia - trovarne ora in Toscana. Abbiamo chiesto altri crisantemi in vaso ma non c’è più disponibilità».
Dalle serre pesciatine si conferma: buone vendite. Ma i prezzi alla produzione restano fermi, e i margini di guadagno per i produttori sono ridotti all’osso. «La soddisfazione - afferma Vincenzo Tropiano, direttore di Coldiretti Pistoia - è nel constatare, con i numeri, che in tutt’Italia c’è un bel giro di vendite. Una buona notizia, anche se i costi energetici per le tante aziende del settore restano alti».
Come alti sono i costi per il riscaldamento delle serre per la mancata operatività dello sgravio sulle accise del gasolio: manca un decreto attuativo. Il crisantemo necessita di parecchio calore e «con una tassazione così alta sul gasolio, sarà difficile proseguire a lungo».
I prezzi praticati dai floricoltori nella vendita agli intermediari spaziano, a seconda delle varietà, dai 35 ai 50 centesimi di euro a gambo, sostanzialmente stabili, anche se per le varietà più pregiate si è spuntato un prezzo vicino ai 90 centesimi.
Al dettaglio il consumatore spende naturalmente di più. «Molto di più - sottolinea il direttore di Coldiretti - Un crisantemo che i produttori cedono a mezzo euro può costare al consumatore anche il quadruplo. Chi coltiva, investe e rischia, incamera in media un quarto del prezzo pagato al dettaglio per il crisantemo. Il ricarico - evidenzia Tropiano-, può arrivare al 300%. Il fiore d’oro non è certamente metallo pregiato per i produttori. Il crisantemo in vaso arriva a costare dai 2,5 ai 5 euro, ma a chi produce rimangono briciole».
In questo, i numeri di Coldiretti vanno per difetto: in alcuni negozi di fiori vicini al cimitero comunale e a quello della Misericordia un vaso di crisantemi (medio) costa sugli 8 euro, uno grande 13 euro.
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