Sicurezza
Un sistema rimasto fermo all’Ottocento
L’appello di Gualtierotti (Ance) e Vannucci (Cassa edile) a politici e banche per un cambio di marcia
PISTOIA. «Siamo arrivati al punto che non sappiamo se consigliare gli imprenditori a investire a Pistoia o andarsene in qualche altra realtà». È la battuta amara con la quale Andrea Gualtierotti, presidente del Collegio costruttori di Confindustria Pistoia, conclude la sua disincantata analisi sulla congiuntura del settore edile in provincia. «Stiamo da anni monitorando con scrupolo scientifico le fasi di dissolvimento di un intero sistema imprenditoriale – aveva detto in precedenza il dirigente industriale – La nostra netta impressione è che l’intero sistema non sia in grado di venire dietro a un nuovo approccio culturale. Mi riferisco ai politici ciechi incapaci di programmare e bravi solo a incamerare oneri di urbanizzazione, alle banche che hanno sfruttato al massimo con operazioni finanziarie il settore finché faceva comodo senza neppure capire le situazioni oggettive. Ma mi riferisco anche a un modo di costruire arcaico, rimasto fermo alle regole del 1800, senza uno sviluppo tecnologico vero. E ha Pistoia tutto ciò va moltiplicato in modo esponenziale, visto che il calo del settore è del 40% rispetto al 9% nazionale». Parole non meno pesanti quelle di Ornella Vannucci, presidente della Cassa edile di Pistoia: «Dal 2009 ad oggi si è consumata la disfatta nel settore costruzioni nella provincia di Pistoia, che ha visto perdere ben 400 posti di lavoro. I dati congiunturali di crisi, la peggiore del dopoguerra, segnano un record negativo che non ha eguali per le costruzioni. In quattro anni si è consumata una catastrofe scatenata dall’insieme di due fattori di crisi: uno congiunturale, provocato dalla bolla immobiliare, e uno strumentale, cioè la crisi di un modello industriale obsoleto e vecchio e che deve sapersi affacciare alle nuove tecnologie come meta per il rilancio». (f.a.)
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