Sicurezza
«Proposto al gestore lo sconto sul canone»
Montale, l’offerta del Comune a Vodafone per spostare l’antenna da via Vignolini in anticipo
MONTALE. Se e da quanto è in funzione il terzo impianto e quali sono i dati relativi alle rilevazioni sulle emissioni? Perché, a dispetto di quanto più volte affermato, non è ancora stata organizzata un’assemblea per informare i cittadini in merito ai provvedimenti assunti? Quando sarà spostato l’operatore Vodafone operante sull’impianto di via Vignolini come più volte dichiarato?” Queste le domande, rivolte dal gruppo Montale Progetto Comune, in un’interpellanza presentata nel corso dell’ultimo consiglio comunale.
L’argomento ha innescato un botta e risposta tra il gruppo di opposizione e l’amministrazione sul tema degli impianti di telefonia mobile nel territorio di Montale. «La necessità di maggiore trasparenza, denunciata quando fu installata la prima antenna ai tempi della giunta Razzoli – spiega il consigliere Sandro Nincheri (Montale Progetto Comune) – sembra non valere più per gli ultimi impianti installati». Con questa, prosegue Nincheri, «siamo alla quarta interpellanza in 4 anni ed ancora una volta ci è stato detto che le rilevazioni non sono state fatte. Anche l’assemblea pubblica, chiesta già un anno fa, non ha mai avuto luogo».
L’assessore all’Ambiente Lisa Taiti tiene a respingere qualsiasi dubbio sulla trasparenza: «quella della scarsa trasparenza è un’accusa strumentale che ritorna ogni tanto. Appena avremo i dati faremo l’assemblea». Per quanto riguarda l’impianto di via Vignolini e la volontà di liberare l’antenna così vicina ad una scuola dell’infanzia, prosegue Taiti, abbiamo anche proposto al gestore un sconto sul canone se abbandona l’antenna in anticipo. Noi vorremmo risolvere la vicenda della scuola, ma non sono certo facili i negoziati con le grandi aziende, con le quali ammettiamo di avere avuto qualche difficoltà. Vodafone ha detto più volte che si sarebbe spostata, ma forte del contratto non lo ha ancora fatto. Ci sono poi stati diversi avvicendamenti tra i dirigenti dell’azienda negli ultimi tempi e la trattativa è dovuta ripartire da zero in più di un'occasione». (t.a.)
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