Il Tirreno

Pistoia

Distretto sanitario “vietato” ai disabili

di Beatrice Faragli
Distretto sanitario “vietato” ai disabili

Lo denuncia la presidente della coop Orizzonte: «Edificio non a norma, servizi inaccessibili. Cup senza numeratore»

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QUARRATA. «Io sono disabile. Per me è vietato. Grazie». La denuncia sul distretto Usl di via Marco Polo stavolta è stata scritta direttamente in una parete dell’edificio, a pochi centimetri dalle scale che portano ai piani alti, dove ci sono, paradossalmente, la segreteria invalidi civili, la terapista per la riabilitazione, l’ortopedia, il consultorio ginecologico e ostetrico. Per chiunque abbia problemi di deambulazione questi servizi sono inaccessibili, perché nel centro socio-sanitario di Quarrata non esiste nemmeno l’ascensore.

Alla denuncia anonima lasciata sul muro del distretto, si aggiunge quella di Anna Goretti, da anni al fianco dei più deboli, nonché storico presidente della Cooperativa sociale l’Orizzonte, che ha scritto una lettera aperta ai cittadini di Quarrata, in cui descrive una struttura «non a norma di legge, con barriere architettoniche e senza uscite di sicurezza» e chiede al sindaco Mazzanti e alla cittadinanza di intervenire contro questa situazione inaccettabile. In via Marco Polo non funziona nemmeno il numeratore per accedere al Cup: «un problema che – spiega Goretti – ha creato un forte disagio tra gli utenti e gli operatori». «Alle domande e ai rimproveri non arriva risposta», ma la Goretti non si rassegna. «E’ più di 30 anni che mi batto per le ingiustizie sociali.

Forse è l’ora di darci una mossa su un distretto che non è a norma di legge. Nei muri delle scale si leggono scritte con il pennarello «io sono disabile non posso salire», poi ci laviamo la bocca sui diritti loro…». Anna invita il sindaco, le associazioni, i medici e tutti i cittadini ad unire le forze e a promuovere delle iniziative per dire basta a questo scempio. «Parliamo di sicurezza sul lavoro. Facciamo giustamente chiudere edifici che non rispettano l’ex legge 626, ma perché da più di 20 anni la legge non conta per il nostro distretto? E nessuno si indigna per questo?». «Sulla pelle della gente non si gioca e non è giusto accettare nessun disservizio». Intanto l’Asl 3 di Pistoia «si scusa con i cittadini per il temporaneo disagio arrecato in merito alla mancanza di un sistema elimina code» (segnalato dalla Goretti) e annuncia che «sono in fase di valutazione diverse opzioni per ripristinare quanto prima il suddetto sistema».

Al di là del numeratore, è l’intera struttura di via Marco Polo ad essere al collasso. L’azienda pubblica paga 65mila euro l’anno per un edificio inadeguato. La Casa della salute in cui avrebbe già dovuto essere trasferito - e potenziato - l’attuale distretto, è ancora lontana. Potrebbe sorgere in una costruzione ex novo nella zona della rotonda dei Martiri, in uno degli immobili di viale Montalbano, o nella Villa di piazza Risorgimento. L’Asl sta ancora valutando le 3 candidature arrivate nei mesi scorsi tramite bando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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