Il Tirreno

Pistoia

Lapidi usate, spunta un nuovo traffico

Lapidi usate, spunta un nuovo traffico

La testimonianza di una signora: «Quando sono andata per pagare ho scoperto che il becchino non era più al lavoro»

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PISTOIA. “Uscita consensuale”. Con il consenso di entrambe le parti: del dipendente e dell’associazione temporanea di imprese che ha in gestione fino al 2015 la manutenzione dei servizi cimiteriali del Comune di Pistoia.

Né Manutencoop, né Ca. Gi parlano ufficialmente di licenziamento. Ma un dipendente dei cimiteri non lavora più per l’Ati da alcuni giorni. Tre settimane fa, in consiglio comunale è definitivamente scoppiata “la bolla” del presunto commercio illegale di lapidi. Due marmisti locali hanno scritto una lettera al Comune, che a sua volta ha girato tutta la documentazione alla Procura della Repubblica per l’eventuale apertura di un’indagine. Pesante l’accusa: tombe assemblate da parti di lapidi di salme riesumate, e con una lavorazione minima rivendute a prezzi stracciati.

Il Tirreno ha raccolto la testimonianza di un cittadino a cui un operaio dei cimiteri ha offerto il servizio “completo”: lapide e pietra tombale a 200 euro. Una tomba nuova, anche di materiale “povero”, parte dai mille euro in su.

Qualche giorno dopo una lettrice, Giuliana Balboni, ci ha scritto che due mesi fa è stata rubata l’alzata in pietra della tomba del padre, seppellito nel 1989, e quindi tuttora lontano dall’esumazione: «I ladri hanno smontato la lapide con il nome e la foto e hanno portato via il basamento che la sosteneva, lasciando le parti divelte in terra. Abituata a vedere la foto di mio padre da lontano immagini come mi sono sentita non riuscendo più a individuare la sua tomba. Per fare quel bel capolavoro hanno avuto bisogno di attrezzi, mezzi di trasporto, e nessuno ha visto niente».

L’esposto delle due aziende di marmi è partito dalle testimonianze di alcuni clienti: «Sono venuti qui - ha raccontato un marmista - e hanno spiegato che, nonostante l’offerta conveniente di alcuni operai dei cimiteri, hanno preferito scegliere una tomba di qualità, anche per rispetto nei confronti del caro congiunto». Ma non tutti sembrano averla pensata così. «Questa storia va avanti da anni - prosegue - ringraziamo la giunta Bertinelli che finalmente ha deciso di farla emergere».

Complice la crisi economica, qualcuno può aver ritenuto conveniente rivolgersi agli assemblatori di tombe “low cost”. Così un signore, che ha ammesso al Tirreno di aver fatto costruire una tomba a un becchino: «Ma quando ho telefonato per pagarlo mi hanno detto che era stato licenziato».

Da Manutencoop e Ca. Gi si precisa però che «nessun licenziamento per motivi disciplinari è stato effettuato nell'ambito dell'appalto dei servizi cimiteriali del Comune di Pistoia». Recentemente, «si è verificata esclusivamente l'uscita consensuale di un dipendente».

Da parte di Manutencoop e Ca. Gi viene confermato l’impegno a verificare se effettivamente ci siano stati « comportamenti illeciti» da parte di uno o più dipendenti. «È ovvio - scrive l’ufficio stampa di Manutencoop - che se dovessimo accertarli prenderemo le misure opportune per tutelare i cittadini, l'amministrazione e la nostra azienda».

Il Comune, da parte sua, sta proseguendo con l’ufficio lavori pubblici, coordinato dall’ingegner Maria Teresa Carosella, alla disamina di tutto quanto è successo negli ultimi mesi (segnalazioni di incuria e scarsa manutenzione da parte di diversi cittadini con tre multe elevate all’Ati). Nelle prossime settimane sarà presa una decisione sull’eventuale risoluzione - o meno - del contratto.

Tiziana Gori

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