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Pistoia

«La cappella trasformata in magazzino»

«La cappella trasformata in magazzino»

San Pierino in Vincio, sotto accusa l’incuria in cui versano gli ossari del camposanto comunale

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PISTOIA. “All’ombra dei cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?”... Cita il “Dei sepolcri” di Ugo Foscolo il nostro lettore Renzo Rossi. E insieme al carme foscoliano allega in un modernissimo cd le foto dell’incuria da lui trovata quando, abitualmente, si reca al cimitero di San Pierino in Vincio. «È doveroso - scrive Rossi - riflettere sul luogo dove riposano i nostri defunti. In vicinanza della commemorazione ho visitato “un suburbano avello”, il cimitero di San Pierino in Vincio. Per l’ennesima volta ho avuto modo di verificare l’indecorosa situazione in cui è lasciata la cappelletta, al cui interno il Comune ha realizzato dei loculi ad uso ossario, in uno dei quali è sepolto mio padre. Quello che - aggiunge Rossi - dovrebbe essere un luogo di raccoglimento e preghiera è tristemente adibito a rimessaggio di utensili vari, cimiteriali e non. I piccoli loculi, non ancora utilizzati, sono occupati da calcinacci e bottiglie, vi sono macchie di umidità sul soffitto e altre bottiglie giacciono alla rinfusa su un vecchio banco di scuola, accanto a una lapide dismessa e a delle scope. Vedo negati dignità e rispetto al ricordo dei cari. I morti non parlano, non sentono, non vedono, ma regolarmente i loro familiari hanno pagato un salato canone di occupazione. Dall’alto - conclude Rossi - i nostri defunti vigilano e amaramente sorridono della loro precoce rottamazione».

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