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Pistoia

Consulenza da 8mila euro per la Tares

Consulenza da 8mila euro per la Tares

Sindaco e tecnici in assemblea spiegano che «la tassa è complicata e perversa, con pochi benefici per il Comune»

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MARCELLO. Quasi tutta la giunta comunale ha raccolto sabato pomeriggio l’invito della Spi Cgil della montagna per rispondere alle domande sulla famigerata Tares, la cui bolletta in questi giorni viene recapitata a tutti i residenti del comune di San Marcello. Per la verità la sala Baccarini non era piena, un peccato perché l’argomento è di estrema attualità con una tassa che è stata spiegata per filo e per segno dal sindaco Silvia Maria Cormio e dal responsabile dell’ufficio tributi Barbara Cecchini. Ma non solo del saldo della tassa sui rifiuti e dei servizi l’amministrazione ha parlato (assente il solo assessore Luca Buonomini), ma anche di ospedale Pacini, del servizio della raccolta dei rifiuti e di alcuni progetti che ha in ponte la giunta di Silvia Cormio. La sollecitazione e le domande spinose sono state fatte dal segretario Spi Cgil Roberto Ducceschi, promotore dell’assemblea e da alcuni membri della segreteria quali Franco Fini, tra l’altro negli anni 80 e 90 assessore del comune montano. «È stato molto difficile applicare la tassa – ha esordito il sindaco Cormio – per fare questo calcolo e per non incappare in errori abbiamo dovuto ricorrere all’aiuto di professionisti spendendo fra l’altro 7.500 euro per il loro onorario. La tassa è perversa e per ogni euro pagato 30 cent ci passano sotto il naso, li vediamo passare e vanno direttamente allo Stato. È una tassa che subiamo passivamente e abbiamo cercato di proteggere le fasce più deboli, ma il calcolo è impietoso, in quanto si deve rientrare coi costi per quanto il comune spende sui servizi». Per spiegare tecnicamente come è strutturata la Tares è intervenuta Barbara Cecchini, responsabile del servizio, che in questi giorni si è vista letteralmente invadere l’ufficio da utenti in cerca di risposte. «Abbiamo sperato fino da ultimo in un rinvio, ma questo non è successo. Il servizio smaltimento e raccolta rifiuti costa al Comune 1 milione e 60 euro. Questa cifra deve rientrare con la Tares, una tassa perversa – ha aggiunto Cecchini – perché se da una parte togliamo 1 solo euro, deve rientrare da un’altra parte e non ci possiamo fare nulla. Una volta stabilito che la cifra è di un milione di euro, abbiamo diviso tra utenze domestiche ( 70%) e non domestiche (30%). Più componenti abitano nella casa, più aumenta il prezzo da pagare, mentre – conclude il responsabile dell’ufficio tributi – abbiamo applicato il tetto massimo ad esempio alle banche, gravando il meno possibile sulle aziende e sui nuclei familiari numerosi, Per le seconde case invece è stato considerato un componente del nucleo abitativo ogni 35 metri quadrati, se in quell’abitazione non vi abita nessuno, basta che ci sia una sola utenza, tipo bolletta Enel ad esempio e la casa è abitata per legge, siamo disponibili a forme di rateizzazioni se l'importo da pagare è alto».

Alessandro Sisi

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