Gioco
«Basta con l’acqua in casa, fate i lavori»
Il Comitato di Sperone pronto a rivolgersi alla Procura: «Servono interventi sul Brusigliano, li chiediamo da dieci anni»
PISTOIA. «Basta... Sono dieci anni che facciamo presenti i problemi idraulici che mandano puntualmente sott’acqua le famiglie dello Sperone. Forse - aggiunge Gianfranco Chiti, referente del Comitato cittadino di Sperone /Ponte a Iovi -siamo stati troppo pazienti. Stasera (ieri sera, ndr) ci ritroveremo e valuteremo se presentare un esposto contro gli organi competenti in materia».
Intanto il Comitato ha contattato un legale. C’è aria di tempesta nella frazione alle porte di Pistoia che si affaccia sulla via Fiorentina (strada regionale 66). E non solo per il recente acquazzone in stile monsonico che nella notte tra domenica e lunedì e al mattino successivo hanno mandato sott’acqua una ventina di famiglie tra la rotonda di Sperone e Pistoia (sul lato destro venendo da Pistoia).
A febbraio i residenti hanno incontrato la presidente della Provincia Federica Fratoni e l’assessore ai lavori pubblici Mauro Mari, venuti in loco a vedere lo stato della situazione. A luglio nuova lettera del Comitato alla Provincia, e risposta alcuni giorni dopo dell’assessore Mari. L’autunno è arrivato, e con esso le prime piogge. Dirompenti, come mai era successo finora sulla Piana pistoiese. Il risultato, solo a Sperone, sono stati «42 centimetri di acqua riversati dal Brusigliano nelle case». Misurati col metro una volta defluito il mix di acqua e fango che ha impregnato mobili ed elettrodomestici. «Solo io - spiega Chiti, 80 anni e una grinta da guerriero («anche se non ne posso più di questa storia, vorrei una soluzione») ho fuori uso lavatrice e frigorifero».
Nella lettera inviata il 4 luglio a Provincia, Consorzio Ombrone e Comune, il Comitato evidenziava due cause per gli allagamenti allo Sperone: «Dal 2004 - ricorda Chiti - chiediamo un intervento all’interno dello scatolare del ponte di accesso a via San Pierino e via Ponte a Iovi (da via Fiorentina). È necessario per regolarizzare il deflusso delle acque ed eliminare, o quantomeno mitigare il “rigurgito” e le conseguenti esondazioni. Dal 2004, nonostante innumerevoli esposti e segnalazioni, non è stato fatto niente. Un estratto della documentazione è stato consegnato a mano alla presidente Fratoni nel maggio di quest’anno». L’esame del documento dovrebbe, secondo il Comitato, «togliere ogni dubbio sulla necessità di intervenire per liberare la sezione idraulica dai residui di materiale edile, dalla sedimentazione e dalle opere non autorizzate che ostacolano il deflusso delle acque e aggravano le esondazioni». In alternativa potrebbe essere finalmente realizzato «come previsto nel progetto del Consorzio sulla messa in sicurezza del Brusigliano, un tratto di alveo scolmatore all’interno del torrente».
Il rischio esondazione sarà acuito «dal completamento della bretella» che collegherà la via Fiorentina alla variante Pratese e alla via Montabano. La variante sud che porta dall’asse dei vivai della via Montalbano a Bonelle alla zona industriale di Sant’Agostino. Un tratto, di circa 1,5 chilometri, che collega la via Fiorentina con la rotatoria della Nuova Pratese, è stato aperto al traffico il 30 dicembre 2010. Manca il tratto, di circa un chilometro, che collegherà la rotatoria di Sperone a via del Casello, non ancora costruita per problemi con la Società Autostrade e per l’abbandono della prima ditta che aveva vinto l’appalto.
«La massicciata stradale - sostiene il Comitato - avrà una configurazione altimetrica che di fatto la renderà molto simile a una piccola diga. Questa situazione potrebbe aggravare il battente idrico nell’area posta a nord della strada. Infatti la diga isolerà a nord il tratto di Brusigliano più soggetto a esondazioni e più vicino alle nostre case. La situazione potrebbe diventare veramente critica se il completamento della strada dovesse essere effettuato senza compensare adeguatamente i volumi delle superfici impermeabilizzate».
Il Comitato auspica anche un’ordinanza apposita a carico di un privato, il cui fosso campestre è ostruito da rovi e sterpaglie e fa da tappo al deflusso dell’acqua.
Un discorso a parte per il ponticino sul Brusigliano, la cui costruzione è stata interrotta quasi tre anni fa. Il degrado intorno alla zona è evidente. I rifiuti si depositano sui piloni in ferro che sporgono dall’alveo. «Un altro tappo al deflusso dell’acqua, che si accumula ed esce invadendo aie e case».
Tiziana Gori
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