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Pistoia

Caso della bambina “rubata” No al processo per direttissima

PISTOIA. Sarà un dibattimento ordinario a decidere sulla innocenza o meno del cinquantunenne marocchino operaio vivaista accusato di aver rubato un’auto per poi abbandonarla dopo un centinaio di...

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PISTOIA. Sarà un dibattimento ordinario a decidere sulla innocenza o meno del cinquantunenne marocchino operaio vivaista accusato di aver rubato un’auto per poi abbandonarla dopo un centinaio di metri, quando si è accorto che a bordo c’era una bambina di quattro anni.

L’episodio è avvenuto il 26 luglio scorso in via dell’Ospizio. L’uomo era stato arrestato dai carabinieri poco dopo il furto. Ieri si doveva celebrare il giudizio con rito direttissimo. L’operaio – che fin dall’inizio si è detto del tutto estraneo alla vicenda – è viceversa accusato in particolare da un testimone che sostiene di riconoscere in lui il ladro dell’auto.

Ma l’avvocato difensore, Azzurra Tatti, ha svolto delle indagini difensive che le hanno consentito di accumulare diversi elementi che scagionerebbero il suo cliente. Per questo ha scelto la strada del rito ordinario, in modo da poter valorizzare al massimo gli elementi in suo possesso.

Intanto l’operaio marocchino è sottoposto all’obbligo di firma. Non sta lavorando, a causa di un malanno al cuore.

La prima udienza del processo è stata fissata per l’8 gennaio 2014.

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