Il Tirreno

Pistoia

Piscina, esposto in Corte dei conti

di Beatrice Faragli
Piscina, esposto in Corte dei conti

I 5 Stelle accusano il Comune di ingenti danni erariali, così come per la vicenda delle piste ciclabili

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QUARRATA. Esposto alla Corte dei conti di Firenze sui presunti danni erariali causati dall’amministrazione comunale per la gestione dei progetti, mai realizzati, della piscina di Vignole e delle piste ciclabili. Lo hanno presentato i cittadini di Quarrata5stelle lo scorso luglio. L’atto, annunciano, «è stato depositato anche presso la procura della Repubblica di Pistoia». Secondo il gruppo quarratino, il Comune sarebbe responsabile di «negligenze» nell’iter di affidamento dei lavori, di «omesso controllo», di «incompetenza» e ritardi.

Una serie di responsabilità che, si legge nell’esposto, per la piscina fantasma di Vignole sarebbero costate già 430mila euro alle tasche pubbliche, anche se dalla giunta Mazzanti hanno sempre parlato di circa 200mila euro (per la fase progettuale). I rapporti tra Comune e Uisp Comitato di Firenze – fino a un anno fa ente costruttore dell’impianto natatorio – sono stati interrotti nel novembre 2012, quando il governo locale ha deciso di procedere alla risoluzione del contratto. Oggi è in atto un contenzioso tra i due soggetti, con tutte le spese legali del caso.

Secondo i firmatari dell’esposto, il Comune avrebbe affidato l’opera all’Unione senza «alcun controllo preventivo sulla situazione finanziaria, che risultava essere già critica» al momento della firma della convenzione, e senza chiedere «garanzie economiche». L’Uisp, a sua volta, ha subappaltato alla ditta Cepa: un affidamento «inopportuno» per la situazione dell’azienda (i lavori si bloccheranno quasi sul nascere per problemi aziendali), per il ribasso del 47% presentato dalla società, e per il conflitto di interessi tra il soggetto appaltante e la società appaltatrice, poiché «il presidente dell’Uisp comitato di Firenze era anche presidente del cda della Cepa».

Tutti elementi che erano noti già all’inizio della vicenda. Il risultato? A un anno e mezzo dalla posa della prima pietra (2010) nel cantiere di Vignole c’erano solo delle fondazioni con cemento scadente. Oggi l’area è da ripristinare.

«Pur in presenza di tali criticità, l’amministrazione approvava settimanalmente gli stati di avanzamento dell’opera».

Negligenze sulle procedure di affidamento e incompetenze sui progetti elaborati, secondo Quarrata 5 stelle si sono verificate anche per le piste ciclabili, che hanno subìto un primo blocco con la sentenza del Tar del 2012, con cui è stato annullato l’atto di aggiudicazione della gara a causa di un’anomalia nella composizione della commissione giudicatrice. Il Comune ha quindi deciso di fare ricorso - «costato oltre 10mila euro» - ma il Consiglio di Stato l’ha respinto. Il progetto iniziale inoltre, che «risultava essere non idoneo», è stato rivisto.

Entrambe le opere – piscina e percorso ciclabile – fanno parte dei Piuss, i piani di sviluppo urbano cofinanziati dalla Regione Toscana che dovevano essere realizzati entro la fine del 2014. Il Comune, vista l'attuale fase di stallo, ha chiesto una proroga a Firenze per non rischiare di perdere i soldi regionali.

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