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Investì e uccise la figlia di 18 mesi, il Papa lo cerca al telefono
Alessandro Marchetta, di Pistoia, aveva scritto al Santo Padre chiedendogli di battezzare suo figlio Simone. L'uomo, un anno fa, uccise la primogenita per sbaglio con l'auto. Marchetta, vedendo la telefonata da un numero privato, non ha risposto, e il Pontefice ha chiamato il suo parroco
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“Pronto, sono Papa Bergoglio”. Per la prima volta è un parroco toscano a rispondere al telefono. Sebastiano Nawey Mpoy, sacerdote pistoiese di origine congolese aveva aiutato una coppia di genitori, suoi parrocchiani, a scrivere una lettera in Vaticano chiedendo che fosse proprio il Papa a battezzare Simone, il loro figlioletto nato a fine giugno. I genitori in questione sono Alessandro e Luana Marchetta. Un anno fa persero la loro primogenita di 18 mesi per un fatale incidente d'auto: Alessandro investì la piccola per sbaglio con la propria auto. Papa Francesco ha provato a chiamare l'uomo al telefono, ma Marchetta vedendo un numero privato non ha risposto. Per questo poi il Santo Padre ha contattato il parroco della famiglia.
“Ho provato una fortissima emozione. Sono ancora scosso. Non capita tutti i giorni di alzare la cornetta e sentire che dall’altro lato c’è addirittura il Santo Padre”. Il racconto viene da don Sebastiano Nawej Mpoy cinquantenne parroco di San Sebastiano a Piuvica, nella immediata periferia di Pistoia, fra i vivai attorno al Bottegone. “Papa Francesco – prosegue il racconto – mi ha chiesto di stare vicino a quei genitori, di pregare per loro, di aiutarli a crescere nella fede. Mi ha anche chiesto di salutare il vescovo Mansueto. E pensare – aggiunge – che quando ho ricevuto la telefonata ero pure un po’ seccato perché stavo per iniziare la Messa”.
Soltanto un’oretta prima il Papa aveva telefonato anche al cellulare di Alessandro Marchetta, il padre di Simone, trentaquattrenne originario di Battipaglia. Impegnato in quel momento in una riunione di lavoro (Alessandro è un impiegato al Materassificio Pistoiese mentre la moglie Luana è una casalinga), Alessandro non ha risposto davanti a un “numero sconosciuto”. E un po’, ovviamente, ora se ne rammarica.
Poche ore prima era arrivata, dal Vaticano, una cortesissima lettera con la quale gli uffici della Segreteria facevano presente la impossibilità (“per i molteplici impegni in agenda”) di accogliere la richiesta di un battesimo celebrato in Vaticano dal Papa. Ma la telefonata di papa Francesco ha certo contribuito a lenire il rincrescimento. Da notare comunque – assicura don Sebastiano – che il Papa non si è tirato indietro auspicando lui stesso “una occasione di incontro” con una famiglia così piena di fede dopo una prova così terribile.
Dietro alla richiesta di Alessandro e Luana (31 anni) c’è, infatti, un terribile il tragico incidente stradale del 9 settembre dello scorso anno quando Alessandro, preparandosi ad andare fuori a pranzo con la moglie e con la figlioletta Alessia, di un anno e mezzo, facendo marcia indietro con la sua automobile trovò la piccola a terra, in un mare di sangue. Lui stesso l’aveva, inavvertitamente, investita. Arrivata all’ospedale, la piccola era già morta.
Il Santo Padre deve essere rimasto molto colpito dalla tragedia dei due genitori. “Un gesto ricco di umanità da parte di un Papa – sottolinea mons. Mansueto Bianchi, vescovo di Pistoia – che riesce a esprimere uno stile attento non solo alla dimensione globale ma anche alla vita quotidiana della gente comune”. Un Papa che annuncia davvero un nuovo futuro per la Chiesa”.
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