Lutto
«Insufficienti i nostri soccorsi? Non abbiamo risorse infinite»
PISTOIA. Un evento non prevedibile nella gravità in cui si è manifestato. «Non c’era la percezione di quel pericolo imminente vissuto in altre situazioni. L’allerta meteo diramata - afferma l’ingegner...
PISTOIA. Un evento non prevedibile nella gravità in cui si è manifestato. «Non c’era la percezione di quel pericolo imminente vissuto in altre situazioni. L’allerta meteo diramata - afferma l’ingegner Alessandro Morelli, tecnico della Protezione civile della Provincia - parlava di media criticità». Non era possibile prevedere «che sarebbero caduti 240 millimetri di pioggia, evento più che monsonico, sul versante dell’Acquerino. Acqua che poi si è riversata su Bure e Brana, mandando in crisi anche il Calice, in cui confluiscono i due torrenti».
Popolazione lasciata sola? Con i “gambali” ai piedi, scope, vanghe e pompe idrovore in mano per risucchiare via acqua e melma, i pistoiesi hanno gridato di «essere stati lasciati soli». Che non si sono visti soccorsi, vigili urbani, Protezione civile.
La macchina dei soccorsi, afferma Morelli, ha fatto il possibile. «Non dimentichiamo - è la sua premessa - che la Provincia ha funzioni di coordinamento. Siamo lì quando i Comuni ci chiedono tecnici o volontari da impiegare nelle emergenze». C’è però una sala operativa ritenuta all’avanguardia in via Bassa della Vergine. «È vero. Abbiamo stipulato una convenzione con la prefettura per avere in loco le postazioni radio e le frequenze delle forze dell’ordine».
In sala vengono ricevute le segnalazioni dei cittadini. Lunedì mattina ne sono arrivate a decine. «Residenti allagati, forze dell’ordine, aziende. Era difficile - afferma Morelli - capire quale fosse l’urgenza».
Riguardo al materiale a disposizione: «Non siamo la Protezione civile di Bertolaso, non abbiamo risorse infinite. Abbiamo ricevuto richieste di centinaia di sacchetti di sabbia. La nostra sabbia dovrebbe essere usata sugli argini, e c’è anche il problema del trasporto. In prima istanza dovrebbero provvedere i Comuni».
Già, ma se come due giorni fa i Comuni ne hanno pochissimi...
«Potremmo confrontarci su un’ipotesi di centri di stoccaggio». Certo, riflette Morelli, un numero sufficiente di sacchetti di sabbia per eventi come quello di lunedì pare difficile da reperire e conservare in magazzini della capienza adeguata, e quindi con alti costi.
Si torna sempre lì, sui soldi che mancano. Mettere in sicurezza il reticolo idraulico dell’Ombrone «costerebbe cifre a sette zeri». Ma ai pistoiesi che lunedì si sono svegliati con l’acqua in casa non è bastato sentirsi dire che è stato fatto tutto il possibile. La sensazione avuta è stata quella di abbandono. Gli enti locali sentono di aver dato le risposte migliori con le risorse a disposizione.
Tiziana Gori
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