La manifestazione
«Fango e acqua dalle marmitte delle nostre auto»
«Mio marito sta provando a mettere in moto la macchina. Dalla marmitta escono acqua e fango». Acqua e fango, ripete la signora Monti, che alle undici di ieri mattina ha alzato la cornetta e composto...
«Mio marito sta provando a mettere in moto la macchina. Dalla marmitta escono acqua e fango».
Acqua e fango, ripete la signora Monti, che alle undici di ieri mattina ha alzato la cornetta e composto il numero di telefono del Tirreno.
C’è un senso di frustrazione, di impotenza, di rabbia, nelle quindici famiglie che abitano in via Carlo Goldoni, a Stazione di Montale, una delle frazioni più colpite dall’esondazione della Bure.
Rabbia per i danni, frustrazione perché «non si è visto nessuno».
L’unico spettacolo, da angoscia, è stato quello dell’acqua. «Un metro fuori dalla finestra appena ci siamo affacciati, all’alba di lunedì».
I pochi sacchi di sabbia «sono stati portati la sera alle otto. Qui - conclude la residente - ci diamo da fare tutti. Giovani e vecchi, donne e bambini. Siamo noi che lavoriamo per mettere a posto. I primi piani delle case sono tutti allagati». (t.g.)
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