Attenzione
«Nessun ritardo nel caso Fedeli» Interviene Amato
PISTOIA. «Nessun ritardo particolare né alcuna negligenza è riscontra bile nella durata processuale» della vicenda che riguarda il dirigente della Comunità montana Roberto Fedeli. Dopo le critiche...
PISTOIA. «Nessun ritardo particolare né alcuna negligenza è riscontra bile nella durata processuale» della vicenda che riguarda il dirigente della Comunità montana Roberto Fedeli.
Dopo le critiche sui tempi “inaccettabili” della giustizia nei confronti di Fedeli, che dopo un anno sta ancora aspettando l’esito del ricorso contro il licenziamento, critiche formulate dai consiglieri regionali Pd Venturi e Morelli, replica il presidente del tribunale Fabrizio Amato.
Il quale ammette che l’unico vero problema è «lo stato di estrema difficoltà in cui si trova ad operare la giurisdizione del lavoro, da marzo 2012 priva del giudice togato». Un problema che vale per tutte le cause di lavoro, non solo per quella di Fedeli.
Amato ricostruisce l’iter: il licenziamento di Fedeli è stato comminato con preavviso di un anno il 26 luglio 2012. Il ricorso è stato depositato cinque mesi dopo, il 20 dicembre, e la prima udienza di trattazione è stata svolta il 2 maggio 2013. «La domanda giudiziale formulata dalla difesa del dottor Fedeli – prosegue Amato – è particolarmente complessa, richiede una serie di accertamenti, consistendo nell'annullamento di molteplici atti amministrativi e nella richiesta di reintegrazione nel posto di lavoro.
«La notevole massa di documenti ha obbligato il giudice del lavoro all'epoca operante presso il tribunale a fissare una ulteriore udienza il 4 luglio, all'esito della quale - come di regola avviene in tutte le controversie molto complesse e delicate - ha ammesso testimonianze su alcuni aspetti controversi della vicenda e disposto l'audizione di tre testimoni alla prossima udienza del 31 ottobre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google