Gioco
La rabbia delle famiglie dalla piana sommersa
Ad Agliana si contano a decine le case sotto l’acqua della Brana e della Bure «Nessuno ci ha avvisato e i sacchetti di sabbia siamo andati a prenderli noi»
AGLIANA. L’emergenza a Agliana e Montale inizia quando è ancora buio pesto, intorno alle 5,30 di mattina, e si mostra in tutta la sua forza poco prima della 7, con la rottura dell’argine della Brana, a Ferruccia. «Qui non si era mai vista una cosa simile, nemmeno con l’alluvione del ‘66» raccontano gli abitanti colpiti dagli allagamenti di ieri. La Bure ha inghiottito automobili, case e scantinati in via Galilei, via Alfieri e via Provinciale Pratese. L’argine ha rotto sul lato aglianese intorno alle 6, ma già prima aveva esondato colpendo il Ponte alla Trave e tutta la zona circostante. Anche via Santini e via Casello, a Catena di Agliana, sono state pesantemente colpite dall’emergenza, così come via Selva, e diverse zone di Ferruccia, allagate dalla Brana.
Ovunque i cittadini denunciano l’assenza del Comune. «L’unica persona che abbiamo visto è stato il maresciallo dei Carabinieri di Agliana, Ciro di Genua. Ha suonato casa per casa avvertendo tantissime persone del pericolo. Poi si è messo a togliere il fango insieme a noi». Lo testimoniano Cinzia Salvi, da Catena, e molti altri residenti della zona di confine tra Agliana e Montale.
«Nessuno ci ha avvertiti – spiega Ottavio Palandri, da via Galilei, Stazione – Eravamo a dormire e quando ci siamo alzati la strada era già un fiume. Questo fango adesso chi ce lo leva?» La rottura più grossa è stata quella della Brana, a Ferruccia, in zona “Arginone”, vicino alla confluenza con il Calice. Un tratto già pieno di scasci e “topaie”, su cui era stato più volte sollecitato l’intervento. «Li abbiamo chiamati per segnalare la situazione, ma niente, non è mai venuto nessuno» spiega Alessandro Moncini, un vivaista colpito dall’emergenza. «È bastata una nottata …» dice. Il torrente ha allagato i vivai della zona e poi, nelle ore successive, intorno alle due del pomeriggio, è arrivato anche alle case di via Selva: la gente denuncia non solo di non essere stata avvertita dell’emergenza in atto, ma di aver addirittura ricevuto rassicurazioni sulla situazione durante la tarda mattinata. Ma il peggio, scopriranno poi, doveva ancora arrivare.
A Catena di Agliana invece, l’inferno si era scatenato molte ore prima, alle 6, 30 «quando – raccontano i cittadini – con la ruspa, all’altezza del ponte, sono stati tolti tutti i rami e i tronchi che si erano accumulati con la piena. A quel punto è arrivata una seconda ondata». Via Santini e via Casello sono state invase dal fango. La gente ha lavorato da mattina a sera per pulire le vie e le abitazioni. «Nemmeno i sacchi c’hanno portato, siamo dovuti andare a prenderli noi» dice Maurizio Berti, mentre con la sua ruspa raccoglie rami e detriti dalla strada. «Abbiamo chiamato la Protezione civile per chiedere la pompa ma ci hanno detto che qui non ce la potevano mandare» raccontano Cinzia Salvi e Tiziana Gherardeschi, da via Casello, Agliana. Paura anche per un tratto della Brana, vicino alla Sp6, dove una squadra di operai è intervenuta d’urgenza posizionando dei teli verso le 8, 30. «C’era un buco da marzo lì, ma nessuno è mai intervenuto – spiega Silvia Banci, di Ferruccia – Noi non siamo nemmeno stati avvertiti dell’emergenza. Né una telefonata, né il passaggio della Protezione civile o del Comune». Suo padre, Brunero Banci, conosce i torrenti della Piana come le proprie tasche. «Alle 5. 30 – racconta – l’acqua era già al livello massimo». E’ lui che ci mostra l’argine rotto, dove fino a mattina inoltrata il torrenteha continuato a sfogarsi nei vivai intorno, per poi arrivare alle case.
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