Sicurezza
A togliere il fango con olio di gomito e mezzi di fortuna
Dal Nespolo a Canapale un coro di lamentele «Questa volta i fiumi erano puliti, sono mancati i soccorsi»
PISTOIA. Chiazzano, via del Nespolo, Canapale, Badia a Pacciana. È quella striscia di terra totalmente coltivata a vivaio racchiusa fra la Nuova Pratese e l’autostrada. Una zona che ha un rapporto di amore ed odio con l’acqua: acqua che dà da vivere e fa crescere le piante, ma anche acqua che periodicamente entra nelle case. Come è avvenuto tante altre volte, l’ultima risale appena al marzo scorso, e come puntulmente si è verificato anche ieri. Eppure a sentire dai residenti, almeno una parte di loro, «così non era mai successo». In via del Nespolo al numero 5 c’è una piccola corte con tre o quattro abitazioni. «L’acqua ci è riaffiorata dal pavimento e ci ha rovinato la sala – dicono – Siamo rimasti isolati e i bambini non sono potuti andare a scuola. Non si è visto nessuno qui». Questa ultima puntualizzazione accomuna tutti. Almeno in questa zona non hanno visto né vigili del fuoco né operai della protezione civile. «Abbiamo comprato le tavole e i sacchetti di sabbia – dice Francesco Biagini al numero 17 di via del Nespolo – Poi li abbiamo messi lì a tamponare l’acqua che si riversava dalla strada come un fiume. Qui non si è visto ancora nessuno: è passata qualche squadra, ma ha tirato dritto». La situazione peggiore la troviamo poco più avanti, in via Capanne di Canapale. Prima del ponte ci sono quattro, cinque abitazioni, i cui piano terra e garage, oltre ai giardini, sono rimasti completamente allagati. «L’acqua è arrivata fra le 4,30 e le 5» dicono nella casa dove abita la numerosa famiglia di Stefano Baronti. Tutti a lavorare sodo, rimboccandosi le maniche, «perché la protezione civile non è mai venuta». «Ero a letto – dice un giovane della famiglia – e mi sono accorto che c’era l’acqua solo dal cane che stava nuotando al piano terra. Dentro 20-30 centimetri, fuori nel giardino almeno 60. I vigili del fuoco ci hanno detto che erano troppo impegnati. Così abbiamo preso noi i sacchetti di sabbia al deposito del Comune e con quelli abbiamo chiuso la strada per impedire che le auto di passaggio ci buttassero ancora più acqua verso la casa. Dei vigili urbani neppure l’ombra. Mai successo in 20 anni che siamo qui un lavoro del genere». Immettendosi in via di Badia, lungo la Brana, la strada diventa un fiume di fango alto fino a 20 cm. Dalla Tesi Group a Badia, quasi tutte le abitazioni davanti al fiume sono rimaste allagate. «L’acqua non veniva dalla Brana, ma entrava in casa dalla strada – dicono Baldi e Colaiacovo – Il peggio è che all’una di stanotte è andata via la corrente e non è più tornata. Dalle 5 abbiamo dovuto togliere l’acqua e lavorare con le candele».
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