Il Tirreno

Pistoia

Rifiuti, meglio stoccarli ai cantieri comunali

Rifiuti, meglio stoccarli ai cantieri comunali

Il presidente della commissione urbanistica punta il dito contro la scelta dell’area Pallavicini

2 MINUTI DI LETTURA





PISTOIA. Una scelta sbagliata, che avrebbe delle alternative migliori, costruita senza chiedere il contributo dei consiglieri comunali e della gente, e con pericolosi risvolti dal lato ambientale. E' tutto questo l'ipotesi di collocare nell'area Pallavicini il nuovo centro di raccolta rifiuti di Publiambiente, ipotizzata dall'amministrazione comunale, almeno secondo il punto di vista del presidente della commissione urbanistica del consiglio comunale, il pdl Alessandro Capecchi.

«Durante la discussione, in commissione e in consiglio sul regolamento urbanistico – osserva Capecchi – il sindaco non ha parlato di un uso alternativo di quell'area, come invece accaduto per altre previsioni, poi concretizzatesi con le prima varianti proposte dalla giunta (è il caso degli insediamenti in via Udine); questo nonostante si sia in presenza di un progetto di sviluppo della raccolta dei rifiuti che necessariamente nasce da tempo, come testimonia il fatto che Publiambiente lo sperimenta già in altri comuni limitrofi, con risultati che i cittadini giudicano assai criticabili».

L'obiezione, dunque, è sul silenzio dell'amministrazione rispetto al progetto del nuovo centro. «La vera partecipazione però - nota a questo proposito Capecchi - non si realizza informando su una scelta già fatta, ma chiedendo ai cittadini (ed ai consiglieri comunali) le loro valutazioni e possibili suggerimenti su un progetto che può essere attuato in vari modi e in vari luoghi».

Comunque, il sito dell'area Pallavicini non è considerato adatto. Capecchi ribadisce di aver proposto «di valutare altre aree, oltre a quelle già esaminate dagli uffici, a cominciare dall'area dei cantieri comunali, che si trovano a Sant’Agostino, e quella che è accanto ad essi, già occupata da Publiacqua e Publiambiente. Vi sono poi altri siti attualmente vuoti dell'area industriale, che dovrebbe esser vocata ad accogliere impianti tecnologici come quelli di Publiambiente».

E poi ci sono i problemi ambientali e il fatto che l'amministrazione abbia deciso di non sottoporre il progetto alla Valutazione di impatto ambientale (Vas), sostituendo questi controlli con una serie di prescrizioni per il progetto (contenimento del rumore, abbattimento dei cattivi odori, traffico e inquinamento..) che non paiono a Capecchi una garanzia sufficiente: certi problemi «dovrebbero essere valutati prima dagli appositi uffici ed enti pubblici competenti; i quali invece dopo rischiano di trovarsi di fronte al fatto compiuto, come in parte successo per la vicenda nuovo ospedale, senza poter poi intervenire, attesa la impossibilità di fermare il servizio di smaltimento rifiuti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa