Il Tirreno

Pistoia

Pistoia non è fra le città più “intelligenti”

Francesco Albonetti
Pistoia non è fra le città più “intelligenti”

Nella classifica delle “ICity Race” figura al 62° posto in Italia e al penultimo in Toscana. Male l’ambiente, benino l’economia

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PISTOIA. Non bastassero i dati sugli indicatori economici periodicamente snocciolati dai vari enti, e neppure gli spietati giudizi ricavati dalle pagelle sulla qualità della vita che escono una volta l’anno, Pistoia sprofonda nella mediocrità anche nella classifica sulle “città intelligenti”. Preparata dal Forum delle pubbliche amministrazioni sulla base di una serie di parametri, questa classifica chiamata ICity Rate è giunta alla sua seconda edizione. Accanto a paramenti più tradizionali come la dimensione economica e quella ambientale, oppure la mobilità, la classifica tiene conto anche di aspetti più innovativi come la “governance” e il “capitale sociale”. Veniamo più nel dettaglio a lle classifiche.

Classifica generale 62° posto. Tenendo conto del mix di tutti i parametri, Pistoia si piazza nella seconda parte della classifica italiana fra le città capoluogo, al 62° posto. Rispettto al 2012, quando Pistoia era 61ª, c’è un lteriore passettino indietro. In Toscana siamo penultimi, precedendo la sola Massa. La classifica toscana vede Firenze al primo posto, seguita da Siena, Pisa e, ad una certa distanza, un gruppetto formato da, in ordine decrescente, Arezzo, Prato, Lucca e Grosseto. A livello italiano buona la performance di Firenze, settima assoluta in una classifica guidata da Trento, Bologna e Milano.

Economia 42°. La posizione di classifica cambia abbastanza sensibilmente analizzando il primo parametro, quello della dimensione economica. Infatti, a dispetto delle cassandre degli ultimi mesi (ma potremmo dire almeno 3 o 4 anni), Pistoia nel 2013 è 42ª, miglioramento molto la classifica del 2012, quando si piazzava al 61° posto. Va detto che ad andare bene è tutta la Toscana , visto che nella prima metà della classifica sono presenti tutti i capoluoghi tranne Livorno e Massa.Pistoia e ottava, cioè terz’ultima. La “dimensione economica” tiene conto solo in parte dei tradizionali parametri, come per esempio il tasso di dissocupazione. Ce ne sono altri, come le aziende certificate, l’imprenditoria giovanile, l’inserimento degli immigrati.

Ambiente 92°. La città del verde e dei vivai riceve una solonna bocciatura sul fronte ambientale. Il 92°, peraltro lo stesso ottenuto nel 2012, la colloca fra gli ultimi 12 capoluoghi italiani. I parametri sono l’inquinamento dell’aria, l’acqua dispersa, i rifiuti, la depurazione.

Governance 47°. Decisamente migliore la posizione di Pistoia nell’ambito della governance, dove conquista posizioni (l’anno scorso era 59ª e si porta al 47° posto assoluto e al sesto in Toscana. Molti paramenti della “governance” riguardano i risparmi nella pubblica amministrazione, dalle auto verdi all’uso di carta riciclata e va detto che da questo punto di vista la cura Bertinelli è senz’altro servita.

Qualità della vita 69°. La classifica del “living” riporta sotto Pistoia, peraltro con un netto peggioramento rispetto al 2012. I paramenti della qualità della vita riguardano sanità, cultura, welfare, asili, povertà, connessione a internet.

Mobilità 67°. Ancora una posizione molto pesante sul fronte della mobilità. Si riscontra soltanto un lieve miglioramento rispetto al 2012, quando Pistoia era collocata al 73° posto.

Capitale sociale 37°. È la migliore posizione ottenuta da Pistoia in questa classifica, peraltro in miglioramento rispetto al 2012, quando si trovava in 46ª posizione. Nel “capitale sociale” sono incluse le nel mercato del lavoro, il livello di istruzione, lo sport, il grado di abbandono scolastico.

 

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