Sicurezza
Anziani e disabili, sfrattati perché «troppo ricchi»
Solo nel 2008 hanno superato il tetto di reddito ma per il Comune è sufficiente Il Sunia: «Una grande ingiustizia»
PISTOIA. Nel 2008 hanno superato il reddito di 25mila 750 euro. Troppo ricchi per continuare a vivere in una casa popolare a canone agevolato. E domani, lunedì, arriveranno i vigili urbani per sfrattarli. È il paradossale destino che tocca ad un’anziana coppia pistoiese, che abita al secondo piano di un palazzo di via Giorgio La Pira, alle Fornaci. Poco importa se Carmine Ruggiero, 68 anni e la moglie Graziella Innocenti, 67, quella soglia di reddito superata in circostanze particolari quando due dei cinque figli lavoravano, non l’hanno più raggiunta negli anni successivi. Non importa neppure l’invalidità. Carmine, ex operaio comunale, è titolare di una pensione da 1.200 euro ma è sottoposto a dialisi. La moglie Graziella riceve, invece, una piccola pensione d’invalidità. «Siamo qui da 28 anni e abbiamo sempre pagato l’affitto, non abbiamo mai saltato un mese – dicono i due coniugi – Dove andiamo a sbattere la testa adesso insieme ai due figli?»
«La vicenda ha del paradossale – dice Davide Innocenti, segretario del Sunia – Qui non stiamo parlando di morosi, e ce ne sono tanti alcuni dei quali hanno affitti arretrati per decine di migliaia di euro e continuano ad abitare nelle case popolari. La famiglia Ruggiero ha l’unica colpa di rientrare fra quelle considerate “ricche” solo perché per un anno, il 2008-2009, ha superato di poco quella soglia di reddito (il cosiddetto “reddito convenzionale” che non coincide esattamente con quello effettivo) prevista dalla legge regionale 96 del 1996».
Il Comune replica che la richiesta di case popolari è molto alta e se ci sono famiglie non più in condizioni di rimanere negli alloggi popolari, vengono avvertite per tempo, ma alla fine devono lasciare l’alloggio a persone in condizioni peggiori delle loro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
