Gioco
Rubata la raccolta di firme per il recupero del Teso
La petizione che sollecita Regione e Provincia poteva già contare su un centinaio di sottoscrizioni, ma a Maresca qualcuno ha fatto sparire i fogli
MARESCA. Ha raccolto un centinaio di firme nel giro di una settimana la petizione pubblica di carattere apolitico attivata da un gruppo di cittadini di Maresca per «chiedere alla Regione Toscana e alla Provincia di Pistoia di porre fine all’abbandono dell’ex Vivaio forestale del Teso» e procedere alla «messa in opera di un bando pubblico affinché si affidi l’ex Vivaio a cooperative della zona e del Pistoiese che perseguano obiettivi sia produttivi che sociali nei settori didattico, scientifico, dell’accoglienza turistica e del reinserimento sociale». La buona quantità di adesioni già raccolte sui fogli, distribuiti in vari locali pubblici della frazione, testimoniano una grande sensibilità verso l’argomento. Non sono mancate però le reazioni negative. Due giorni fa qualche mano ignota ha fatto sparire la pagina depositata nel minimarket del paese. «Un gesto vile e di assoluta gravità– commenta il marescano Carlo Vivarelli, uno dei promotori della petizione – il soggetto, esterno all’esercizio commerciale, responsabile del fatto ha leso il diritto alla libera espressione dei suoi concittadini. Con quel foglio le firme raccolte sarebbero molto più numerose». Quella del Vivaio è una vicenda lunga quanto banale. Nei primi anni duemila la Comunità montana assegnò, tramite bando, l’area del Vivaio ad una ditta privata. «Dopo i primi lavori – racconta Carlo Vivarelli – la ditta vincitrice sparì e nessuno ha più provveduto ad una nuova assegnazione, lasciando quest’area dalle enormi potenzialità su una montagna vocata all’economia forestale, pressoché abbandonata a se stessa. Negli anni sono state acquistate migliaia di piantine di faggio poi reinserite nella foresta del Teso quando queste avrebbero potuto essere coltivate nel Vivaio di Maresca». Lo stesso Vivarelli ha inviato a Provincia e Regione, come esponente del Movimento autonomista toscano ed in maniera distaccata dalla petizione, una proposta di riutilizzo dell’area. Sembra intanto che in questi giorni qualcosa si stia muovendo a partire dall’apertura manifestata dal consigliere regionale Gianfranco Venturi. «Il Vivaio del Teso fa parte del patrimonio della regione Toscana gestito dall’agenzia competente sui beni agricoli e forestali – spiega Venturi – in presenza di soggetti, cooperative di giovani o professionisti del settore, con seri progetti di utilizzo del Vivaio, credo che la Regione non abbia problemi ad emettere un bando per l’affidamento. Suggerisco dunque a chiunque sia interessato di contattare gli uffici regionali. Per quanto mi riguarda, sono disponibile a dare il mio pieno apporto affinché si possa procedere al bando». Ad oggi, fra l’altro, sarebbero già 3 o 4 i soggetti potenzialmente interessati alla gestione del Vivaio.
Elisa Valentini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
