Sicurezza
Il Comune: l’inceneritore non sarà ampliato
Nelle osservazioni al Piano di ambito dell’Ato Toscana Centro una più bassa produzione di rifiuti
PISTOIA. Non ci si può arrendere alla crescita dei rifiuti da smaltire e neanche alla sua sostanziale stabilità nel tempo: la spazzatura prodotta da Pistoia deve diminuire e la percentuale da recuperare deve crescere, fino almeno al 70%.
Sono questi i presupposti da cui è partita l’amministrazione comunale per formulare le sue osservazioni al Piano di ambito dell’Ato Toscana Centro, in pratica il progetto di raccolta e smaltimento dei rifiuti che varrà nei prossimi anni.
Nelle sue osservazioni, il Comune ipotizza uno scenario più virtuoso rispetto a quello previsto dal Piano, con una produzione inferiore di rifiuti dovuta da una parte alle buone pratiche che si sono diffuse (come i fontanelli, i prodotti alla spina o i negozi dedicati solo a prodotti sfusi) e dall'altra ad una previsione più realistica sulla ripresa economica e del conseguente andamento dei consumi. Tutto ciò ha una sua conseguenza immediata: meno rifiuti significa necessità di meno impianti di smaltimento. Per quanto concerne in particolare il termovalorizzatore di Montale, l'ulteriore riduzione della produzione dei rifiuti e il fermo impegno del Comune capoluogo di investire in politiche ambientali e nella raccolta differenziata, consentono di superare fin da subito la previsione di ampliamento dell'impianto montalese (osservazione n.2). Previsione, per la verità, già prefigurata nel piano, ma che così viene ulteriormente confermata.
Il Comune osserva inoltre la necessità che il Piano preveda una quantificazione precisa delle ceneri e delle scorie da incenerimento e individui gli impianti di relativo smaltimento (osservazione n.3).
La revisione degli impianti, da prevedere in tempi ravvicinati, avrà come effetto benefico la diminuzione dei costi complessivi del Piano, che attualmente prevede un incremento contenuto pari al 7% al 2018 (dagli attuali 272 milioni di euro a 275 milioni di euro). Per ridurre ulteriormente i costi per i cittadini, secondo il Comune di Pistoia è possibile ottimizzare ulteriormente la mappa dei centri di raccolta (11 milioni di euro di costo), che a regime sarebbero 65 con una presenza rilevante anche nelle aree a bassa densità abitativa, senza andare ad incidere sulla efficacia del servizio (osservazione n.4).
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