Il Tirreno

Pistoia

Da Forassiepi a Pinciaroli: i nostri vicini

Da Montecarlo al Montalbano si muovono belle realtà, ma la nuova star sono Le Tre Lune

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PISTOIA. Non c’è solo Pistoia, come è logico, nelle pagine della guida dell’Espresso. Vediamo intorno a noi, ovvero alle nostre zone, che cosa si muove.

A Montecarlo di Lucca, che è Valdinievole storica, troviamo l’antico ristorante Forassiepi. Un nome storico, famoso fin dagli anni Sessanta per le gite fuoriporta, tornato di grande moda in questi ultimi anni con la nuova gestione che ha dato una svolta al ristorante con vista su tutta la Valdinievole.Celebre il suo risotto al piccione. E naturalmente le sue carni, accompagnate dai rossi di Cercatoia e della fattoria del Buonamico, astro nascente della zona.

Un bel risultato lo ottiene Stefano Pinciaroli con il suo Ps (che poi sono le iniziali del suo nome) a Cerreto Guidi, ai confini col Montalbano oistoiese.

Pinciaroli conquista un bel 14,5/ 20 che la dice lunga sulla qualità della sua cucina, fatta di tanti ingredienti del territorio toscano, ma usati con una tecnica che riflette il suo girare per il mondo.

Sempre sul Montalbano troviamo da Dalfina, a Carmignano.

Un nome storico della ristorazione toscana, con vista sulla villa dei cento camini ad Artimino. Delfina che ha avuto l’onore in passato di fregiarsi della stella Michelin, è considerata dall’Espresso la migliore osteria-ristorante di tutta la provincia di Prato.

Anche perchè un nome storico come il Pirana, uno dei re della cucina di pesce della Toscana interna, non è stato segnalato con un punteggio, anche se i suoi crudi di mare sono fra i migliori della zona.

Dalle parti di Prato, anche se politicamente è in provincia di Firenze, troviamo anche le Tre Lune, considerato dall’Espresso (ma anche dal Gambero Rosso) come l’unica vera novità della cucina toscana nel 2013-2014.

Sono tre giovani chef e pasticcieri allievi di Alain Ducasse, il grande chef francese che ha peraltro un ristorante anche in Toscana, l’Andana a Castiglione della Pescaia.

I tre ragazzi, ripetiamo giovanissimi, hanno rilevato un bel ristorante (ma di scarso successo fino a ieri) ricavato in una vecchia cascina nella campagna fra Calenzano e l’Appennino. Un luogo molto bello anche se veramente isolato.

Una bella cucina con fortissime influenze francesi che sta piacendo molto. Al momento alla critica, presto speriamo anche al pubblico. Da conoscere fino a che i prezzi resteranno fortemente concorrenziali.

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