Il Tirreno

Pistoia

Cino: mensa senza pace La preside: i bambini aspettano troppo

di Tiziana Gori
Cino: mensa senza pace La preside: i bambini aspettano troppo

«L’ultimo turno pranza tardi». Lettera dalla scuola L’assessore Becheri ha chiesto più impegno alle aziende

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PISTOIA. «Ho scritto due lettere al Comune, chiedendo i correttivi necessari perché gli studenti si vedano riconosciuto il diritto di entrare a mensa al termine delle lezioni, di trovare i tavoli apparecchiati e un locale sufficientemente ordinato e pulito. Stiamo attendendo risposte positive in merito, soprattutto per quanto riguarda l’aumento del personale adibito al servizio». Dopo “l’avvistamento” di un ratto nella mensa della Cino (un primo ratto era stato visto alle elementari Galilei qualche giorno fa) la preside della Cino Chiaramaria Camoni ha chiesto un intervento urgente di derattizzazione. Ma solleva anche il problema dei tempi di fornitura dei pasti nella sua scuola. E i genitori mantengono gli occhi aperti sulla qualità dei cibi serviti a tavola (che viene giudicata buona, ma con dei distinguo) ma evidenziano lo scarso personale preposto allo sporzionamento dei pasti. «Ho mangiato due volte alla scuola Galilei – scrive Antonella Coppi sul gurppo Facebook “Contro il caro mensa” – e le addette mensa sono in affanno. Del resto ci sono tre turni, uno dopo l’altro, e i bambini inevitabilmente devono aspettare un bel po’ prima di essere serviti. Invece per quanto riguarda la qualità niente da obiettare».

Certo, si parla anche di «una lumaca nell’insalata e cacca di piccione nell’uva» segno, secondo i genitori, «della carenza di un adeguato lavaggio».

La preside Camoni sottolinea che le criticità riguardano gli aspetti organizzativo-logistici. «I ragazzi che consumano il pasto all’ultimo turno, entrano nel refettorio in ritardo rispetto alle esigenze didattiche e terminano il pasto a ridosso dell’inizio delle lezioni pomeridiane. Gli insegnanti, per accelerare i tempi, stanno tuttora collaborando con il personale della ditta Elior e apparecchiano i tavoli per dar modo ai ragazzi di sedersi quanto prima. Questa collaborazione, seppur apprezzabile – afferma Camoni – non può continuare nel tempo. Pertanto ho scritto al Comune».

Alla Galilei (che fa parte del comprensivo Roncalli-Galilei, diretto dal preside Maurizio Monti) l’Asl 3 ha effettuato un sopralluogo il 10 ottobre e chiesto per due giorni la misura cautelativa dell’utilizzo di stoviglie a perdere. «Anche da noi a questo punto è urgente un intervento di derattizzazione - sostiene Camoni - anche a costo d’interrompere il servizio per qualche giorno. Diversi genitori sono d’accordo».

Intanto l’assessore alla Pubblica istruzione Elena Becheri ha pranzato due giorni fa alla scuola Cino, iniziando da lì un tour nelle mense comunali alla verifica della qualità del cibo e del funzionamento del servizio. Le richieste della preside, afferma, sono all’attenzione dell’ente locale, che dopo l’avvio della mensa ha chiesto e ottenuto un aumento del numero delle persone addette allo sporzionamento, passato da 4 a 6. «Per renderlo ancora più efficiente - sostiene Becheri - abbiamo sollecitato un aumento dell’orario di lavoro dei 6 addetti. In generale, in questa fase iniziale di gestione del servizio da parte dell’Ati che ha vinto la gara, si registrano alcune segnalazioni che gli uffici stanno monitorando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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