Via Bigiano si stufa e sceglie le vie legali
Il comitato all’attacco: «Dobbiamo tutelare il nostro diritto alla salute, dal Comune nessuna risposta»
PISTOIA. «Ci siamo avvalsi dell’operato di un legale per tutelare i nostri diritti civili e di salute».
I residenti di via Bigiano e Castel Bovani dicono «basta alle illusioni e alle promesse del Comune» e passano alle vie legali. Da anni protestano chiedendo una soluzione all’imbuto che si crea alla fine della tangenziale. Esasperati dall’intasamento quotidiano da traffico, si sono costituiti lo scorso anno in comitato, chiedendo spiegazioni sul completamento dell’anello stradale all’altezza della tangenziale nord, previsto dalla precedente amministrazione Berti. In via Bigiano avrebbero dovuto transitare essenzialmente i residenti, perché tutti gli automobilisti diretti a Montale, Candeglia e nelle frazioni collinari soprastanti si sarebbero dovuti servire dell’ultimo anello della superstrada, che si è rivelata utile per la viabilità nel tratto che collega la zona antistante lo stadio con via di Collegigliato. Ma il completamento dell’anello, ha ribadito più volte il Comune, non è compatibile con il piano regolatore.
La soluzione sperimentale adottata in questi mesi non ha dato però i risultati sperati, anzi. Il divieto di svolta a sinistra, in direzione via Sestini, non ha alleggerito il traffico. «È stata una soluzione a metà - sostiene il comitato - senza il contemporaneo divieto di svolta tra via Nerucci e via Antonelli, il transito non diminuisce. Gli automobilisti trovano comodo infatti svoltare in via Nerucci per poi riprendere la via Sestini».
«Ci eravamo illusi - afferma il comitato di via Bigiano - dopo 20 anni di lotte avevamo visto uno spiraglio di luce quando in campagna elettorale, e dopo l’esito della stessa con l’elezione del sindaco Bertinelli, ci erano state fatte promesse di soluzione a breve termine del grave problema che affligge il nostro piccolo tratto di strada. Mentre la nostra aria è sempre più satura di gas di scarico, nel dicembre scorso abbiamo intrapreso un percorso in affiancamento all’assessore Lombradi, che ci ha visti coinvolti anche in prima persona, in occasione dei rilevamenti sui flussi di traffico, per monitorare i dati in modo da trovare una soluzione non impattante e penalizzante per altre strade. Quandotutto ciò sembrava dare l’esito sperato - proseguono i residenti - ecco l’espulsione dalla giun ta dell’assessore Ginevra Lombardi, e la storia ricomincia. Il nuovo assessore ci dice più volte, come un disco rotto, che deve studiare la situazione e relazionare al sindaco, con il quale abbiamo inutilmente cercato il confronto».
E allora i residenti cercano la collaborazione dei concittadini: «Abbiamo promosso un’azione di volantinaggio per chiedere agli automobilisti di trovare percorsi alternativi, che peraltro già esistono. Nel frattempo ci siamo avvalsi di un legale».
È duro l’attacco all’ente locale:«Ci viene spontaneo sorridere quando leggiamo che il Comune di Pistoia firma il “Manifesto per città amica dei pedoni”:provi il signor sindaco a fare il pedone nel nella nostra strada! Percorrerla a piedi da cima a fondo è come la roulette russa, bisogna stare alla sorte: assolutamente inibito a disabili, carrozzine, passeggini e anziani. Le nostre case non valgono più niente perché nessuno le vuole e anche di questo qualcuno dovrà rispondere». Siamo intenzionati, concludono i residenti di via Bigiano, «a chiedere accertamenti all’autorità giudiziaria competente riguardo alle autorizzazioni rilasciate per i lavori eseguiti, e alle spese sostenute per la realizzazione della rotonda di via Collegigliato, che allo stato attuale rappresenta una cattedrale nel deserto, salvo l’area di rifornimento carburante e gpl, ubicata a ridosso delle abitazioni. Chiediamo pubblicamente al Comune una risposta». (t.g.)
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