Gioco
Truffa dei falsi incidenti patteggia il carrozziere
Iniziata davanti al gup l’udienza preliminare, imputati anche medici, avvocati e commercialisti. Sei sentenze di archiviazione per prescrizione del reato
PISTOIA. E' iniziata con il patteggiamento da parte di uno dei principali imputati l’udienza preliminare davanti al gup di Pistoia nei confronti di 26 persone – tra cui medici, avvocati e commercialisti – accusate a vario titolo di aver "fabbricato" centinaia di falsi incidenti stradali per truffare le assicurazioni.
A patteggiare la pena di 2 anni, 9 mesi e 15 giorni di reclusione è stato Attilio Della Pietra, 47enne titolare della carrozzeria Diamante di Montale, considerato uno degli organizzatori dell’associazione a delinquere. Per altri sei imputati, invece, il gup Alessandro Buzzegoli ha sentenziato l’archiviazione, in quanto il reato loro contestato è risultato ormai prescritto perché alcuni degli incidenti finiti nell'inchiesta risalgono al 2005 (anche se il grosso è del 2007): si tratta di Piero e Filippo Bardazzi, 56 e 30 anni, di Prato; di Engjell Vnestha, 32 anni, ed Antonela Gocaj, 25 anni, residenti a Montemurlo; di Vincenza Ferrandina, 45 anni, di Prato; e di Massimo Carmagnini, 47 anni, di Quarrata.
Il processo è arrivato Pistoia dopo che il gup di Prato ha deciso di trasmettere gli atti ai colleghi di piazza Duomo per competenza territoriale: ha considerato centro della truffa proprio la carrozzeria di Montale. La decisione del gup pistoiese sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm Claudio Curreli è attesa per il prossimo 29 ottobre, quando gli avvocati difensori concluderanno le loro arringhe.
Foto di incidenti stradali ritoccate col programma Photoshop, referti medici gonfiati, assegni riscossi dal carrozziere anziché dal beneficiario. C'è questo e molto altro nell'indagine condotta dalla sezione di pg della Finanza. Sono oltre 500 gli incidenti in cui si sospetta siano state compiute irregolarità. Al centro di tutto, secondo gli inquirenti, c'era appunto la carrozzeria Diamante di Montale, una delle più attive a cavallo tra le province di Prato e Pistoia. Ma ci voleva anche la "collaborazione" di alcuni medici (cinque furono indagati e sospesi per due mesi dalla professione) e di un avvocato civilista.
La tesi di cui la Procura si è sempre più convinta col passare del tempo è che questo gruppo di "furbetti dell'incidentino", alcuni dei quali devono rispondere dell'accusa di associazione a delinquere, avesse messo in piedi un sistema ben collaudato per gonfiare i risarcimenti degli incidenti stradali, e in qualche caso fabbricasse anche sinistri che non si erano mai verificati. Il meccanismo infatti si inceppò quando un automobilista, nel 2006, ricevette una richiesta di informazioni dalla sua assicurazione per un incidente che lui non si ricordava di aver fatto.
Secondo quanto accertato in questi sei lunghi anni di indagini, sono nove le assicurazioni che sarebbero state truffate. I medici avrebbero gonfiato i punti di invalidità, i periti avrebbero chiuso un occhio, così come la bancaria per l'incasso degli assegni.
Ecco l'elenco degli imputati: Samuele Baroncelli (43 anni, di Bottegone), Franco Vannucchi (commercialista pistoiese 57 anni), Carlo Nazzareno Loreti (36 anni, di Pistoia), Michela Colzi (31 anni, dipendente della carrozzeria Diamante), Vittorio Burrafato (42 anni, medico di Sesto Fiorentino), Graziano Turchi (60 anni, medico di Sesto Fiorentino), Riccardo Cappellini (medico pistoiese di 49 anni) , Gino Iafrate (50 anni, medico di Sesto Fiorentino), Paolo Bruni (58 anni, medico di Pistoia), Franco Frati (medico di Montale, 51 anni), Roberto Fratoni (avvocato pratese di 54 anni), Riccardo Baroncelli (monyalese di 50 anni), Luca Marroccoli (pratese di 37 anni), Rosanna Di Massa (43 anni di Montemurlo), Nejad Morad Kaviani (iraniano di 34 anni), Tiziana Bartolomei (pratese di 55 anni), Federico Virdò (35 anni, Agliana), Maurizio Pesciullesi (32 anni, Prato), Cataldo Anania (43 anni, Poggio a Caiano).
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