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Pistoia

denuncia del sap

Poliziotti costretti a mangiare panini a pranzo e a cena

PISTOIA. Saranno costretti a mangiare panini per tre mesi, sia a pranzo che a cena: la denuncia arriva dal sindacato di polizia Sap, che punta il dito sui disagi che stanno patendo i 9 poliziotti del...

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PISTOIA. Saranno costretti a mangiare panini per tre mesi, sia a pranzo che a cena: la denuncia arriva dal sindacato di polizia Sap, che punta il dito sui disagi che stanno patendo i 9 poliziotti del 186º corso allievi assegnati alla nostra questura, dove, fino alla fine di dicembre, svolgeranno il periodo di applicazione pratica.

Il problema nasce dal fatto che la questura, da anni, non è più dotata di una mensa, mentre il ministero dell’Interno è obbligato a fornire la mensa ai poliziotti applicati. «Nella nostra provincia – spiega il segretario provinciale del Sap, Andrea Carobbi Corso – la prefettura ha stipulato una convenzione, presso il Comando provinciale dei Carabinieri, con la società che gestisce la mensa per la fruizione del vitto, che ribadiamo è obbligatorio per i nuovi arrivati. Nella circolare che l'amministrazione ha diffuso sono indicate le modalità di fruizione: i colleghi di nuova assegnazione potranno fruire del vitto presso la citata mensa di viale Italia dalle 12,30 alle 13,30 e dalle 18,30 alle 19,15».

Il problema sorge dal fatto che i poliziotti sono spesso in servizio nel turno 8-14, per cui per loro è impossibile andare a mensa. Ma anche quelli assegnati ai turni operativi con orario 6,55-13,08 hanno enormi difficoltà a pranzare: in 22 minuti dovrebbero cambiarsi, saltare sulla propria auto, arrivare alla caserma dei carabinieri di viale Italia e finire di mangiare. Tempi ancor più proibitivi per coloro che sono assegnati ai turni 12,55-19,08 e 18,55-1,08. In pratica riescono solo a farsi mettere da parte un sacchetto con dei panini.

«Il Sap – spiega Carobbi Corso – ha chiesto un immediato intervento del questore con gli organi preposti affinché preveda, il più velocemente possibile, a far ampliare gli orari in cui è possibile consumare i pasti oppure, qualora ciò non sia attuabile, la stipula di una nuova convenzione con altra struttura che permetta ai giovani agenti di poter pranzare e cenare in modo degno e regolare».

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