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Pistoia

Niente insegnanti per i disabili: diffide al Provveditore

Niente insegnanti per i disabili: diffide al Provveditore

Bresci (Cgil): «Mancano 211 insegnanti rispetto a quelli necessari, la legge prevede anche il ricorso al Tar»

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PISTOIA

Diffide all’Ufficio scolastico regionale perché il proprio figlio abbia le ore spettanti per legge. È quanto hanno fatto quattro famiglie pistoiesi che si sono viste assegnare un numero di ore inferiori a causa della mancanza di insegnanti di sostegno.

I numeri, d’altro canto, sono impietosi. Le iscrizioni all’anno scolastico 2013/2014 mettono Pistoia al terzo posto in Toscana per numero di alunni con handicap (Firenze 2705, Lucca 1316, Pistoia 1247, Pisa 1237), ma gli insegnanti assegnati - a fronte di un incremento notevole di iscrizioni tra gli studenti - è aumentato di sole tre unità. E sono, mostra Alberta Brescia, segretaria provinciale Flc Cgil, 211 in meno rispetto al contingente che spetterebbe per legge.

Dei 1247 alunni, 388 sono quelli con gravi disabilità. L’Ufficio scolastico regionale aveva assegnato, nell’organico di fatto, 519 docenti di sostegno, saliti a 38 unità a luglio dopo le richieste dell’Ufficio scolastico territoriale e di altre 25 unità ad agosto. Con le ultime 24 assegnazioni di settembre il quadro, per l’anno in corso, è completato. Ma ampiamente al ribasso. «Sono 606 insegnanti - afferma Bresci - Secondo il Piano educativo individualizzato della commissione medica i casi di disabilità grave dovrebbero contare sul rapporto 1:1 - cioé un docente per ogni alunno -, quindi 388 posti. Quelli con handicap meno gravi un rapporto 1:2, quindi 429 posti e mezzo. I posti assegnati sono stati 606, e noi avevamo bisogno di 817 insegnanti».

I tagli non colpiscono solo Pistoia, e non riguardano solo il sostegno naturalmente. Ma una sentenza della Corte Costituzionale, la numero 80 del 2010, ha sancito che quanto stabilito dalla commissione medica debba essere garantito. «Dal momento - spiega Bresci - in cui la famiglia viene a conoscenza delle ore di sostegno coperte dalla scuola ha 60 giorni di tempo per fare ricorso al Tribunale amministrativo regionale. La diffida serve a creare un’alternativa al ricorso, che finora - sottolinea la sindacalista Cgil - è stato sempre vinto, con lo Stato costretto a pagare le spese processuali».

Così le quattro famiglie pistoiesi, che si sono viste assegnare un numero di ore maggiori grazie all’infornata dei 24 insegnanti di settembre. Resta la difficoltà di dover supportare questi ragazzi con il personale ridotto all’osso. E in spazi sempre più angusti, com’è in molte scuole. «Dove non arriva il sostegno - ricorda Alberta Bresci - dovrebbe sopperire l’assistenza scolastica che dà il Comune, ma neanche l’ente locale riesce a coprire tutte le falle.

Come Cgil abbiamo inoltre avuto modo di far notare a diversi presidi che questi ragazzi sono messi in classi troppo numerose, con più di un alunno certificato per classe. E anche nelle superiori manca spesso lo spazio per l’insegnamento individualizzato. Ci sono studenti con handicap col banchino nel corridoio».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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