Sicurezza
Lotta al killer del castagno Se la montagna fa scuola
Delegazione tedesca in visita per imparare a combattere il famigerato Cinipide «Da noi l’insetto è arrivato solo da un anno e siamo ancora senza difese»
CUTIGLIANO. È arrivata lunedì a Cutigliano da Dortmund (Germania) una delegazione di 9 studiosi tedeschi giunta appositamente in Italia per condurre alcuni approfondimenti sui castagni della montagna pistoiese. Scopo primario della visita è visionare gli effetti che il Cinipide Galligeno, il famigerato insetto imenottero di origine cinese giunto in Piemonte nel 2002 ed in pochi anni diffusosi a macchia d’olio in quasi tutta la Penisola. Così è avvenuto sulla montagna pistoiese dove gli effetti del parassita, sommati alla siccità, hanno determinato fra il 2011 ed il 2012 un calo di produzione di castagne fino all’80%. Questi dati hanno lasciato sbigottiti i delegati che, accompagnati da una interprete locale, hanno iniziato il loro itinerario con la visita del paese di Cutigliano col Palazzo dei Capitani dove hanno ricevuto il benvenuto del sindaco Carluccio Ceccarelli. «Siamo molto preoccupati – ha esordito Heribert Reif, direttore del Botanischer Garten Rombergpark di Dortmund – dalle nostre parti il cinipide è arrivato da un anno. Per fortuna l’estate piovosa non ha favorito la sua riproduzione». «I nostri castagni sono malati – ha ripreso André Bouffier, esperto di arboricoltura – si temono conseguenze gravi sulla produzione di legno e di frutti che di recente, grazie ad un progetto europeo intrapreso assieme alla Francia, è stata rivalorizzata in molte regioni». In Germania il castagno è diffuso prettamente nei Land meridionali, dalla Foresta Nera alla Baviera, e più miti come la Pfalz- Renania. Qui come in Italia il castagno, che molti tedeschi sostengono importato da Matilde di Canossa e non dai Romani, fu in passato fonte di sostentamento per molte famiglie. «Quando si portavano gli animali al pascolo – prosegue Reif – si raccoglievano le castagne per assicurarsi la cena. Tuttora molti tedeschi conoscono il frutto, consumato sia arrostito che in forma di preparazioni cucinate con la farina, ma non la pianta, confusa spesso con l’ippocastano. Per questo da 10 anni a Dortmund organizziamo una rassegna dedicata alla Castanea sativa». La delegazione si tratterrà fino a domenica per altre visite fra cui il Museo del castagno a Pescaglia (Lucca) e gli antichi molini della Val Sestaione. Proprio dal convegno sul Cinipide organizzato il 28 settembre dal Centro studi Beatrice di Pian degli Ontani, cui hanno partecipato relatori fra i massimi esperti sul panorama nazionale, giungono notizie confortanti. Chiara Ferracini - ricercatrice dell’Università di Torino, prima istituzione ad importare dalla Cina l’antagonista (Torymus sinensis) del cinipide, creando dei centri di moltiplicazione in Italia- ha raccontato l’esperienza della lotta biologica, unico rimedio possibile. Una tecnica che nel Cuneese, prima zona d’Italia a conoscere l’invasione del cinipide, sta funzionando egregiamente: nelle aree interessate dai lanci, a distanza di due anni, i castagni appaiono quasi del tutto puliti dalle insalubri galle rosse tipo ciliegie. «Non è vero che troppi lanci ravvicinati compromettono i risultati – ha spiegato Ferracini – più una zona è bombardata più guarisce rapidamente. Gli sporadici interventi degli enti pubblici non bastano, occorre l’impegno dei privati che possono effettuare lanci dandone comunicazione alla Regione. Un kit di parassitoidi acquistato dall’Università di Torino costa 250 euro».
Elisa Valentini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
