Il Tirreno

Pistoia

Giro di vite sulla morosità in arrivo decine di sfratti

di Francesco Albonetti
Giro di vite sulla morosità in arrivo decine di sfratti

Il nuovo contratto di servizio che lega i Comuni alla Spes è molto più stringente Massima severità per le occupazioni abusive: non si può entrare in graduatoria

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PISTOIA. Con 500 famiglie che aspettano un alloggio popolare, la Spes si prepara a una stagione di lacrime e sangue, fatta di decine di sfratti che diverranno esecutivi. Questo perché da settembre è entrato in vigore il nuovo contratto di servizio che lega la società pistoiese per l’edilizia sociale ai comuni della provincia (tutti meno Abetone) che ne decidono gli indirizzi. Un documento che rivoluziona, rendendo molto più stringente, tutta la materia sugli sfratti e sulle occupazioni abusive. Saranno tempi duri per i morosi, con scadenze molto stringenti per mettersi in regola. Tolleranza zero anche per le occupazioni abusive, che in questo momento sono tre nel solo comune di Pistoia. Attualmente sono pendenti solo una decina di sfratti per morosità, ovvero famiglie che non pagano il canone agevolato da mesi o anni. Si tratta di situazioni che si trascinano da tempo, per i quali inquilini e Spes sono in causa. «Per queste situazioni il Comune fino ad oggi cercava di intervenire – dice Stefano Marini, presidente della Spes – attraverso contributi economici che consentissero di pagare almeno qualche mensilità oppure con proroghe. Questo non sarà più possibile, perché la materia della morosità passerà alla Spes, che non ha soldi per risolvere queste situazioni e dovrà, pertanto, attenersi a quello che prevede la legge. Se un inquilino non paga e occupa a lungo un appartamento, danneggia chi avrebbe diritto a una casa popolare ma non possiamo assegnargliela perché è già occupata». Riassumendo, il nuovo contratto di servizio sgrava i Comuni (che non hanno più i soldi di prima) da un compito di copertura economica della morosità che fino ad oggi consentiva alle famiglie più disperate di andare avanti in un alloggio almeno qualche tempo. Ma anche la Spes, che attende finanziamenti per mettere a norma una serie di palazzine popolari fatiscenti, non può permettersi di chiudere un occhio rispetto ai casi più gravi di morosità.

Quanto all’occupazione abusiva, in questi giorni l’argomento è stato al centro della polemica innescata dal consigliere del Pdl Alessandro Tomasi sul caso di una famiglia - marito, moglie e due figli - che aveva occupato abusivamente un alloggio alle Fornaci. In questi casi, almeno fino ad oggi, le famiglie devono pagare un’indennità di occupazione (intorno ai 200 euro mensili), per tutto il tempo che occupano l’alloggio. «Chi occupa abusivamente un alloggio popolare – ammonisce Marini– e impedisce quindi che chi ne ha diritto ne prenda possesso, perde il diritto a fare la domanda per inserirsi nella graduatoria delle case popolari».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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