La protesta
«I treni italiani? Riparabili in 17 mesi»
AnsaldoBreda pronta a fare causa. «Alterata e denigratoria la versione dei contenuti diffusa dalle ferrovie belghe»
PISTOIA. Il documento riservato attorno a cui ruota gran parte della vicenda dei treni V250 è uno smilzo fascicoletto di una decina di pagine: il rapporto finale sulla “Valutazione dell’affidabilità dei treni V250” realizzato dalla società di consulenza specializzata irlandese Mott MacDonald su richiesta delle ferrovie belghe e olandesi.
É sulla base soprattutto di questo documento che i belgi (seguiti poi dagli olandesi) hanno rescisso il contratto da 380 milioni di euro con AnsaldoBreda per la fornitura dei 19 treni ad alta velocità V250, accusati di essere inaffidabili. È questo documento che AnsaldoBreda ha ripetutamente, e inutilmente, chiesto alla giustizia olandese di rendere pubblico, perché non conterrebbe affatto una condanna dei treni italiani.
Molti media olandesi nei giorni scorsi l’hanno pubblicato e così procurarsene una copia sul web non è impresa impossibile. Va subito detto che, scorrendolo, emergono diversi problemi sui treni AnsaldoBreda. In particolare è definito di scarsa qualità il lavoro di cablaggio (stesa dei cavi) e delle condutture. Singolarmente, si dice che negli stessi punti alcuni treni mostrano un buon livello di finitura, altri no. Inoltre ci sono dei gravi problemi per le batterie, che non tengono la carica e scaldano troppo: MacDonald suggerisce una riprogettazione ex novo. Ma il tono generale del rapporto non è affatto negativo verso AnsaldoBreda, di cui anzi si sottolinea la prontezza nel collaborare.
Le conclusioni sono chiare. «Itreni sostanzialmente rispettano le specifiche contrattate tra cliente e costruttore. Ci sono non conformità che sono state o accettate dal cliente per il servizio iniziale o la cui natura è secondaria». Infine, secondo MacDonald (e queste sono le ultime e più significative parole del capitolo conclusivo) «tutte le questioni sollevate in questo report possono essere corrette attraverso un programma di revisione ben strutturato, correttamente pianificato e monitorato». In un altro passo, il report indica in 17 mesi il tempo necessario per mettere a punto i V250.
Quindi, riassumendo, il rapporto non boccia i treni italiani ma anzi, pur evidenziandone i problemi li ritiene tutti riparabili: difficile giustificare la rescissione di un contratto sulla base di questo documento.
Le conclusioni le trae una nota diffusa ieri da AnsaldoBreda. «Le ferrovie belghe –si legge – hanno diffuso una versione dei contenuti del report fortemente alterata, scatenando una campagna denigratoria che, insieme alla successiva decisione presa anche dalle ferrovie olandesi di risolvere il contratto, è fonte di danni ingentissimi alla reputazione ed al prestigio di AnsaldoBreda, riconosciuta in ambito nazionale ed internazionale come azienda leader nella produzione di rotabili per il trasporto... AnsaldoBreda valuta estremamente grave e rilevante il danno derivante dal comportamento dei propri clienti ed ha quindi deciso che avvierà in ogni sede tutte le necessarie azioni per ottenere, oltre al rispetto degli impegni contrattuali, anche il ristoro di tutti i danni derivanti dal comportamento abusivo delle controparti».
Tradotto, gli avvocati stanno verificando se, ma soprattutto come fare causa alle ferrovie belghe per i danni d’immagine subiti da AnsaldoBreda.
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