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Il futuro di AnsaldoBreda: dal governo parole in libertà

Il futuro di AnsaldoBreda: dal governo parole in libertà

Il governo sulla Breda? Ogni giorno parte un treno. La battuta è facile e molto diffusa dietro i cancelli di via Ciliegiole. Ma guardando i fatti, appare più che giustificata. Il 30 settembre,...

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Il governo sulla Breda? Ogni giorno parte un treno. La battuta è facile e molto diffusa dietro i cancelli di via Ciliegiole. Ma guardando i fatti, appare più che giustificata.

Il 30 settembre, partecipando alla trasmissione di RaiTre “Che tempo che fa” il presidente del consiglio Enrico Letta dichiara che il governo sta lavorando ad un polo italiano dei trasporti, che valorizzi la presenza industriale – tra l’altro – di Breda a Pistoia.

L’11 ottobre parla il sottosegretario allo sviluppo economico, Claudio De Vincenti, durante un incontro con i sindacati e Finmeccanica. «Il governo giudica non più rinviabile l’uscita dal perimetro di Finmeccanica di AnsaldoEnergia, Ansaldo Sts e AnsaldoBreda e sta ricercando partnership internazionali di maggioranza». Un modo elegate per dire che si vende.

L’esatto contrario di quanto, ieri, è venuto a dire il ministro dello stesso dicastero di De Vincenti, vale a dire Flavio Zanonato: AnsaldoBreda e Sts devono restare italiane.

Insomma, tre posizioni diverse dallo stesso governo.

Oltretutto De Vincenti non ha sempre avuto la stessa posizione manifestata l’11 ottobre. Alla fine di giugno, rispondendo alla Camera dei deputati all’interpellanza firmata, tra gli altri, da Caterina Bini ed Edoardo Fanucci, sul futuro di AnsaldoBreda, aveva dichiarato che il governo aveva intenzione di «mantenere e sviluppare il settore ferroviario, ritenuto strategico». Più o meno come Zanonato ieri.

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