Italia
Si rischia la concorrenza sleale
La Cna invita il Comune a vigilare sui requisiti delle gare pubbliche
CASALGUIDI. Anche la Cna interviene sull'affidamento del trasporto scolastico a Serravalle. Il Comune, secondo l’associazione artigiana, non deve incentivare il dumping sociale, ma vigilare sul possesso dei requisiti per i partecipanti alle gare pubbliche. Cna propone un osservatorio sulle gare di trasporto scolastico. In una nota a firma di Riccardo Bolelli e Rossana Paccagnini, responsabili del Trasporto Persone della Cna, sulla gara per il trasporto scolastico nel comune di Serravalle, sulla quale sono già intervenuti la Cgil, il sindaco e ditta aggiudicataria, si charisce che le imprese artigiane non hanno partecipato al bando per la richiesta di dovere effettuare, assieme al trasporto, anche la manutenzione dei mezzi del comune e la vendita dei pezzi di ricambio.«Non sfuggirà a nessuno, infatti, che per svolgere tali attività occorrono autorizzazioni e caratteristiche precise, requisiti che il Consorzio di cooperative sociali "Re Manfredi" di Manfredonia non ha, come è possibile appurare dalla visura camerale».
«L'altra questione su cui vorremmo richiamare cittadini e amministratori della nostra provincia – aggiungono Bolelli e Paccagnini – riguarda la scelta di ammettere alle gare per attività come quella del trasporto scolastico anche aziende che evidentemente sono nate con altre e diverse finalità. Ci riferiamo al fatto che Re Manfredi è un Consorzio di cooperative sociali, quindi è un'azienda particolare, che nasce, secondo la normativa, per il reinserimento di soggetti svantaggiati come gli ex detenuti o per il recupero di persone con problemi di tossicodipendenza o alcol, quindi con finalità sociali molto importanti in settori come quello dell'assistenza e del sostegno ai soggetti più deboli. A queste iniziative la normativa riserva contratti di lavoro particolari e soprattutto un peso contributivo azzerato rispetto a quello di aziende come le nostre o Copit. Ci si chiede se è giusto che esse operino in ambiti tradizionalmente commerciali, con contratti di lavoro e contribuzione più vantaggiosi rispetto agli altri, facendo in buona sostanza concorrenza sleale cioè dumping sociale, verso le imprese che svolgono l'attività senza alcun contributo o agevolazione pubblica. Altrimenti si corre il rischio che vengano messe fuori gioco le aziende "normali" che operano nei vari settori e che garantiscono l'occupazione e il pagamento di tasse e contributi, Imu e Taters comprese». Infine, i dirigenti di Cna avanzano una proposta ad enti locali e sindacati dei lavoratori. «Quella di definire insieme una griglia di requisiti e di caratteristiche minime a cui le amministrazioni potrebbero fare riferimento per le gare in questi settori, nonché stabilire insieme, anche partendo dai dati dei vari servizi in essere, un osservatorio che metta in evidenza i costi reali di questo servizio. Tenendo conto, che la materia di cui trattiamo è quanto di più prezioso abbiano le nostre comunità: i nostri bambini, che oltre ad essere la cosa più cara delle famiglie, sono anche il nostro futuro».
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