Gioco
«Se l’impianto fa ammalare noi lo faremo chiudere»
Parte ad Agliana l’indagine sugli effetti dell’inceneritore sulla popolazione Il sindaco Ciampolini è categorica sulle possibili conseguenze, anche politiche
AGLIANA. «Se emerge che ci sono incidenze maggiori di malattie derivanti dall’impianto, dovremo decidere di chiudere l’inceneritore il giorno dopo». Ha concluso così il sindaco di Agliana Eleanna Ciampolini, rispondendo ad alcune domande, di fronte ai volontari della Misericordia che, dai prossimi giorni, si occuperanno di distribuire le lettere per informare la popolazione aglianese sull’indagine epidemiologica in corso. Le circa 6.000 missive, indirizzate ad altrettante famiglie aglianesi, saranno dunque recapitate casa per casa da un gruppo di volontari su tutto il territorio comunale.
La lettera sarà composta di due parti: una pagina in cui il sindaco si rivolge ai cittadini invitandoli a collaborare all’indagine ed una pagina in cui l’Asl 3 fornisce una spiegazione più tecnica su come procedere per la segnalazione di informazioni e malattie. I volontari hanno potuto conoscere tempi e modalità dell’indagine e porre le proprie domande, incontrando il sindaco Eleanna Ciampolini, la responsabile del progetto dottoressa Chiara Gherardeschi e la dottoressa Lidia Marino Merlo. I medici di famiglia ed i pediatri di libera scelta, ha spiegato la dottoressa Marino Merlo, «sono già informati rispetto all’indagine e sanno qual’è il loro ruolo.
Con i dati raccolti arriveremo ad una scheda di rilevamento che comprenderà anche informazioni come il lavoro, le abitudini di vita e alimentari delle presone interessate». I dati, ha aggiunto, «saranno inizialmente legati al nome dei pazienti coinvolti, per poi diventare anonimi nella fase successiva». Le malattie di cui si occupa lo studio sono chiaramente riportate nella lettera che sarà recapitata e, ha sottolineato Marino Merlo, «nel dubbio rispetto ai tipi di tumore da segnalare è consigliabile approfondire il tema attraverso un colloquio col medico». Riguardo ai tempi della raccolta dati, ha aggiunto la dottoressa Gherardeschi, «lavoreremo per concluderla entro il 31 dicembre del 2013, anche se è possibile che possa essere necessario un po’ di tempo in più, mentre la conclusione con l’elaborazione dei dati è prevista entro il 31 dicembre del 2014». Il sindaco Ciampolini, come detto, ha manifestato la necessità di chiudere l’impianto se, con la conclusione dell’indagine, emergeranno incidenze considerate anomale di malattie derivanti dall’inceneritore.
Questo, ha spiegato, «partendo dalla chiara volontà, già oggi espressa con documenti ufficiali dai sindaci dei 3 comuni proprietari, di non procedere con l’ampliamento. Inoltre, già adesso, la mia intenzione è di procedere alla riconversione o chiusura dell’impianto stesso una volta estinto il mutuo tra 10 anni». Se ci fosse la volontà di insabbiare gli esiti dell’indagine, ha poi sottolienato Ciampolini, «oggi non saremmo qua per informare la popolazione quanto più possibile». L’indagine, che riguarderà anche la popolazione di Montale, ha lo scopo di verificare se nei due comuni al cui confine ha sede l’inceneritore ci si ammala e si muore di più per alcune malattie come mieloma multiplo, sarcoma, linfoma e leucemia, che la letteratura medica considera correlate alla presenza di fattori di rischio come gli inceneritori. Lo studio prenderà in esame il periodo compreso tra il 1987 ed il 2012 ed i dati raccolti sui cittadini di Agliana e Montale saranno confrontati con quelli degli altri comuni.
Tommaso Artioli
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