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Manfellotto: l’Etr1000? In perfetto orario

Manfellotto: l’Etr1000? In perfetto orario

«Caso V250, abbiamo subito un sopruso dagli olandesi, continueremo con le iniziative legali»

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PISTOIA. Certo, quello parcheggiato in piazza Duomo non è il treno vero ma solo un modello. Però la sagoma filante dell’Etr1000 fa lo stesso la sua figura, sotto alle plurisecolari finestre di Palazzo di Giano. E Maurizio Manfellotto, amministratore delegato di AnsaldoBreda, se lo coccola con gli occhi. Appeso al buon andamento di quella commessa ci sono molte delle speranze di un futuro per AnsaldoBreda.

Ingegnere, come sta andando la realizzazione degli Etr1000 per Trenitalia?

Va avanti secondo il programma. Abbiamo già raggiunto la velocità massima possibile (200 kmh) nel circuito di prova di Velim, in repubblica Ceca. Tra qualche settimana il treno tornerà in Italia per una nuova e sostanziale sessione di prove, dopo di che comincerà la produzione massiva, che dovrebbe consentirci, tra un anno e mezzo, l’introduzione del treno nella circolazione commerciale.

Per un treno che è l’orgoglio di AnsaldoBreda, un altro che ultimamente porta solo cattive notizie, il V250 respinto dalle ferrovie belghe e olandesi. I tribunali di Utrecht e Amsterdam hanno respinto le richieste di AnsaldoBreda: continuerete la battaglia legale?

Siccome quello che abbiamo subito è un sopruso, è evidente che dovremo prendere iniziative molto determinate. Ma per non avvantaggiare i nostri interlocutori, non dico nulla di più.

E la gestione dell’azienda? La semestrale di giugno ha chiuso con un rosso di 68 milioni. Quali sono i segnali in questa parte finale dell’anno?

Non è nel mio abituale comportamento parlare di bilanci.

Fabio Calamati

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