Il Tirreno

Pistoia

«Non vogliamo finire come l’Alitalia»

di Tiziana Gori
«Non vogliamo finire come l’Alitalia»

Sciopero e corteo di 200 lavoratori fino a piazza del Duomo. Una delegazione ha incontrato il prefetto Lubatti

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PISTOIA. Il mockup del Frecciarossa 1000 sullo sfondo e duecento operai che hanno sfidato gli scrosci improvvisi di pioggia. Mentre l’ultimo - lusinghiero - risultato del lavoro di AnsaldoBreda si mostra ai passanti in piazza del Duomo, tutt’intorno i lavoratori di via Ciliegiole aspettano il ritorno delle Rsu.

Scendono dopo un’ora: in 30-35 erano saliti dal prefetto Mauro Lubatti, tutte le sigle sindacali riunite (Fiom Cgil, Fim Cisl, Uil Uilm, Ugl), insieme ai segretari provinciali delle organizzazioni sindacali e a rappresentanti del mondo del lavoro. Mentre in piazza sia il sindaco Samuele Bertinelli che la presidente della Provincia Federica Fratoni si fermano a parlare con lavoratori di un futuro carico d’incertezze i delegati sindacali tornano e raccontano gli esiti dell’incontro.

Il prefetto Mauro Lubatti ha promesso un impegno diretto con il governo. Ha chiesto numeri - dei lavoratori all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole, delle aziende dell’indotto esterne e interne - e un punto della situazione. Quali sono le intenzioni di Finmeccanica è noto: vorrebbe cedere AnsaldoBreda a General Electric o far intervenire la Cassa depositi e prestiti, dopo che la società attuale sia stata divisa in una bad company (con tutti i debiti) e in una new company che dovrebbe comprendere solo gli stabilimenti di Pistoia e Napoli. Ma da via Ciliegiole è stato ricordato più volte che General Electric ha scarso interesse ai treni e molto al segnalamento, che Breda non può dare. E che il passaggio alla Cassa sarebbe anche positivo, ma dev’essere chiaro come ci si arriva. «È evidente - ha sottolineato Carlo Anelli, segretario nazionale della Uil Uilm durante l’assemblea che si è tenuta nei giorni scorsi con le Rsu - che occorre prima risolvere i problemi di uno stabilmento insaturo, cioé col lavoro fermo».

Con le prospettive attuali, è stato detto durante lo sciopero di venerdì scorso, «Breda non ha più di due-tre anni di vita, il tempo di consegnare la commessa Etr». Duecento lavoratori hanno sfidato la pioggia per incamminarsi in corteo da via Ciliegiole fino a piazza del Duomo, dove si trova la prefettura. Ieri più che mai, nonostante il tempo inclemente, volevano farsi vedere alla città, chiedere aiuto e solidarietà. E chi se non il prefetto può farsi portavoce di un territorio in sofferenza? «Lubatti - spiega Diego Breschi, coordinatore delle Rsu - ha parlato di “pace sociale”, e della necessità di garantirla all’interno della città che presiede. Concorda con noi che a subire lo smembramento dell’azienda non sarebbero solo gli 836 lavoratori interni, ma tutte le aziende dell’indotto e la città, di cui la Breda è uno dei simboli economici più importanti».

Sciopero e corteo, per dire no all’ipotesi di “spacchettamento” del gruppo guidato dalla partecipata statale Finmeccanica. «Vogliamo investimenti, prodotti e l’unitarietà del gruppo - afferma Paolo Mattii, segretario provinciale della Fiom Cgil - Questi sono i punti veri di cui abbiamo bisogno, perché lo stabilimento e AnsaldoBreda in Italia continuino ad avere un futuro. Quello che c’è stato detto fino ad oggi non ci rassicura assolutamente».

Lunedì prossimo è atteso a Pistoia il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato, che nel pomeriggio incontrerà i vertici dell’azienda. «Al mnistro Zanonato - prosegue Juri Citera, segretario della Fim Cisl - chiederemo, visto che è al tavolo di lavoro della trattativa, insieme a Saccomanni e Letta e ai nostri rappresentanti nazionali, che con AnsaldoBreda non venga fatto come con Telecom e Alitalia, ma che venga messo in campo un piano di sviluppo di rilancio del settore ferroviario».

Lubatti ha ricevuto la documentazione richiesta e preso contatti col Ministero dello sviluppo economico ieri pomeriggio. Era necessario un suo ingresso immediato e diretto nella vicenda alla luce dell’incontro tre esecutivo e segreterie nazionali dei sindacati in programma stamani al Ministero dello sviluppo economico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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