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Pistoia

In Senato l’emendamento salva-impianti

In Senato l’emendamento salva-impianti

Per prolungare di due anni la vita residua delle sciovie di Monte Gomito e del Faggio di Maria

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ABETONE. Sciovie della montagna pistoiese: speranze di salvezza arrivano da Roma. È stato depositato ieri in Senato l’ “emendamento Nencini” (dal nome del primo firmatario, Riccardo Nencini, segretario del Psi) sottoscritto anche dai senatori Altero Matteoli (Pdl) e Stefano Esposito (Pd) rispettivamente presidente e vicepresidente della Commissione trasporti. L’emendamento al decreto “Semplificazioni” va a modificare la legge 14/2012 sulla durata della vita tecnica degli impianti, elevando a 6 il numero massimo di anni di proroga contro i 4 previsti dalla legge attuale.

Un problema contingente per i due comprensori sciistici della montagna pistoiese dove le sciovie del Monte Gomito (Abetone) e Faggio di Maria (Doganaccia) rischiano lo stop per la prossima stagione, essendo giunta a scadenza la proroga di 4 anni ottenuta in passato. Scopo dell’emendamento è proprio di scongiurare “la chiusura di impianti di risalita fondamentali per molti comprensori sciistici italiani”, in attesa di un provvedimento legislativo che adegui la normativa nazionale a quella europea, superando il concetto di “fine vita tecnica”.

«La direttiva comunitaria 2000/9/CE – si legge nell’emendamento – innova ed integra il concetto di vita tecnica, considerando rilevante l’effettiva durata dell’esercizio dell’impianto e lo stato di usura delle varie componenti e non fissa rigide scadenze per l’integrale sostituzione degli impianti stessi coi sistemi di controllo e revisione attualmente in uso, possono essere garantiti i criteri di sicurezza per i viaggiatori … affrancandosi dalla necessità di predeterminare un termine oltre il quale è vietato il funzionamento dell’impianto».

«Questa è la via più breve, al momento l’unica percorribile – spiega il sindaco di Abetone Giampiero Danti – ci preoccupano però i tempi ristretti per compiere gli eventuali adempimenti necessari all’esercizio».

«L’impressione è positiva – prosegue il presidente di Anef Toscana, Andrea Formento – è il giusto riconoscimento di una anomalia della legislazione italiana. Un passaggio propedeutico alla più importante battaglia per l’eliminazione del concetto di vita tecnica».

Non resta dunque che aspettare, a giorni, l’esito della discussione anche se l’autorevolezza e l’estrazione bipartisan dei sottoscrittori fanno ben sperare. A ciò si aggiunge l’ulteriore emendamento presentato ieri dall’intero gruppo parlamentare di cui fa parte Nencini ("Per le autonomie-Psi-Maie") che, superando l'altro, non definisce gli anni di vita per gli impianti costruiti nel rispetto della direttiva 2000/9/CE e si rimette, per i precedenti, ad una verifica dello stato. (e.v.)

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