Sicurezza
Bandiere a mezz’asta contro le stragi in mare
Il Comune aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale promossa da Cgil, Cisl e Uil
PISTOIA. Il Comune di Pistoia aderisce alla giornata di mobilitazione nazionale “Fermiamo le stragi nel Mediterraneo” promossa dalle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil per domani 11 ottobre, al fine di chiedere una diversa politica di immigrazione e asilo.
«In questi giorni nei quali abbiamo assistito attoniti all'ennesima tragedia a largo dell'isola di Lampedusa - afferma il sindaco Samuele Bertinelli - torna con urgenza ad interrogarci un appello per la fratellanza, che richiama la società - e in questo caso tutta l'Europa - ad un vincolo solidaristico, in assenza del quale non si dà alcun diritto individuale. È questa l'unica condizione per costruire un mondo nel quale ciascuno possa coltivare il diritto a vivere la propria vita come parte attiva di una società operosa e solidale, senza impedimenti dovuti al suo luogo di nascita, al suo stato sociale o economico, alla sua cultura o alla sua condizione personale. Per questo motivo l'amministrazione ha inteso sottolineare, con un gesto forte, la propria adesione alla campagna per fermare le stragi nel Mediterraneo».
Per l'intera giornata le bandiere sulla facciata del palazzo di Giano saranno posizionate a mezz'asta, in segno di lutto per le vittime di questa ennesima strage che si è consumata al largo delle coste di Lampedusa e che negli ultimi anni è costata la vita a oltre ventimila persone.
Con questo gesto l'amministrazione intende esprimere la propria condivisione delle proposte avanzate dai promotori della giornata di mobilitazione, che si articolano in quattro punti: la realizzazione un piano per la costruzione di un efficace sistema di accoglienza, anche attraverso l'impegno dell'Unione europea, che non può esimersi dalla responsabilità di sostenere una delle più importanti frontiere europee nel Mediterraneo; l'istituzione di corridoi umanitari per i profughi che fuggono dalle guerre, rendendo esigibili in condizioni di sicurezza, l'accesso all'asilo e alle misure di protezione internazionale; la riforma della legislazione sull'immigrazione che prevede anche una legge organica in materia di asilo; il contrasto alla tratta degli esseri umani, anche attraverso forme efficaci di collaborazione con i Paesi di origine e di transito di migranti e profughi e colpendo duramente i trafficanti.
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