Il dolore
Vignole lancia l’aumento di capitale
La Bcc chiede ai 6000 soci almeno 800 euro a testa per raddoppiare il patrimonio e sostenere la ripresa economica
QUARRATA. Un amento di capitale per essere in regola con Basilea 3 (ma andrà in vigore nel 2015) ma soprattutto per essere pronti nel caso arrivasse la ripresa. La Bcc di Vignole lancia questo appello ai 6000 soci. Chiedono una media di 800 euro a testa per raddoppiare il capitale che attualmente è a 4,2 milioni di euro.
I soci avranno tempo fino al 30 settembre del prossimo anno, poi si tireranno le somme.
«Grazie a tale crescita della dotazione patrimoniale, la Banca potrà sostenere ancora di più lo sviluppo delle aziende del territorio e i bisogni della famiglie con la potenzialità di poter concedere ulteriore credito per oltre 56 milioni di euro. Secondo le normative di vigilanza bancaria, un istituto di credito è tenuto ad accantonare una parte del proprio patrimonio per garantire i molteplici rischi connessi alla propria attività ed in particolare il rischio di credito - spiega il direttore generale Elio Squillantini -. La politica della nostra banca è sempre stata quella di preservare adeguati margini patrimoniali e di liquidità: il patrimonio netto sfiora infatti i 75 milioni e il patrimonio di vigilanza è attorno ai 77,5 milioni di euro. Ma occorre considerare che dal 2015 l'entrata in vigore di Basilea 3 richiederà alle banche livelli di patrimonializzazione più elevati di quelli attuali e imporrà requisiti più restrittivi riguardo la copertura dei rischi. Abbiamo dunque deciso di lanciare un piano di coinvolgimento e di allargamento della base sociale per consolidare l'operatività della banca nel territorio».
Rispetto agli altri istituti bancari che utilizzano normalmente aumenti di capitale, la banca di credito cooperativo rafforza «il proprio patrimonio in massima parte attraverso la destinazione degli utili conseguiti a riserve indivisibili ed in modo residuale con la sottoscrizione delle azioni da parte dei propri soci.
I soci della Bcc Vignole e Montagna Pistoiese, al 31 agosto scorso, erano 5406, con una media di azioni possedute inferiore agli 800 euro. A titolo di esempio, un apporto di capitale di mille euro permetterà di concedere nuovo credito nell'interesse dei soci fino a 12,5 volte tale incremento, ovvero 12.500 euro».
Vignole spera nella ripresa, ce finora non c’è stata. A margine della conferenza stampa, il presidente Gori tira fuori un dato molto significativo: «Di fronte a 100 concessioni di fidi – spiega – credo che le risposte negative non siano state più del 3%. E questo la dice lunga su come la banca cerca di ven ire incontro alle esigenze. Ma al tempo stesso dobbiamo segnalare che di queste 100 richieste, al massimo 3 riguardavano nuovi investimenti».
Sempre a proposito di investimenti il Credito cooperativo di Vignole è riuscito dallo scoppio della crisi a ridurre le sue esposizioni verso il settore immobiliare. Se nel 2009 rappresentava l’edilizia quasi un terzo degli impieghi, oggi si è secsi al 20%.
Purtroppo questa esposizione con l’immobiliare è quella che sta creando grandi problemi ad altre banche di credito coop della nostra provincia.
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