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Spente le luci dei morti, lettere e proteste

Spente le luci dei morti, lettere e proteste

Per risparmiare il Comune di San Marcello ha deciso di staccare le lampade votive dalle 8 alle 14

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MARCELLO. Il comune di San Marcello ha deciso, per motivi di economia, di spengere le lampade votive dei cimiteri dalle 8 del mattino alle 14. Molte sono state le proteste per questa decisione "economica". Proteste che si sono sommate a quelle sul cattivo montenimento del decoro dei cimiteri: erba lunga, bidoni strapieni e non svuotati, cancelli insicuri, cappelline cimiteriali trascurate e interdette da tempo al transito delle persone, zona delle urne funerarie in pericolo di crollo e così via. «Ho inviato cinque lettere al comune, ma non ho ricevuto alcuna risposta. Ci vorrebbe più rispetto se non per le persone almeno per i loro sentimenti. Quelli che stanno in "alto" dovrebbero capire i problemi della gente, delle persone che soffrono. Dovrebbero almeno avere più rispetto per i morti. Queste sono le parole che ho cercato di dire al sindaco di San Marcello, ma dopo avermi assicurata che si sarebbe occupata del caso che le ho sottoposto non ho più ricevuta alcuna notizia». Queste sono le parole della famiglia Corrieri. Le parole di Silvana, una madre che ha perduto il giovanissimo figlio Rudy in un incidente a Pontepetri nel giugno del 1996. Ma i coniugi Silvana e Valdemaro Corrieri hanno scritto non solo al sindaco Silvia Cormio, ma anche al capogruppo di maggioranza, ai capigruppo di minoranza. L’unica a rispondere è stata l’ex consigliera provinciale del Pdl, ora dimessa. Alessandra Nesti. Nella commovente lettera al sindaco i coniugi Corrieri chiedono «che l'illuminazione della lampada votiva del loro figlio Rudy, sepolto nel cimitero di Pontepetri e il cui servizio è stato sempre da loro regolarmente pagato al Comune di San Marcello, sia ripristinato 24 ore al giorno e per tutto l'anno solare anche perché crediamo fermamente che la luce non serva ad illuminare il giorno e la notte, ma sia per loro uno strumento necessario a illuminare il buio in cui sono caduti per la mancanza del figlio e la stessa luce rappresenta, simbolicamente, il ricordo che nell'anima dei genitori non ha interruzioni. Se veramente si vuol risparmiare denaro pubblico, (la spesa relativa alla luce del cimitero è comunque sostenuta dal singolo privato allora si faccia più attenzione alle luci che rimangono accese nei giorni di chiusura delle scuole oppure al funzionamento con temperature eccessive dei termosifoni nelle strutture pubblice con relative aperture di finestre».

Sauro Romagnani

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