Il Tirreno

Pistoia

Scoperti 1800 evasori totali proprietari di “case fantasma”

di Francesco Albonetti
Scoperti 1800 evasori totali proprietari di “case fantasma”

L’Agenzia delle Entrate ha concluso l’operazione di recupero degli immobili sconosciuti al catasto In provincia sono quasi 5000 ma la maggior parte si è messa in regola con la sanatoria di un anno fa

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PISTOIA. Sono 4.575 le “case fantasma” nella provincia di Pistoia, ovvero quegli immobili che, per un motivo o l’altro, erano sconosciuti al catasto. L’Agenzia del Territorio ha chiuso in Toscana la lunga e complessa operazione di recupero delle proprietà durata circa tre anni e che ha consentito, in tutta la regione, di scovare rendite presunte superiori ai 10 milioni di euro. Nella provincia di Pistoia, il totale della rendita catastale virtualmente recuperata ammonta a 2 milioni e 350mila euro. L’Agenzia ha diviso l’elenco degli immobili in una “lista nera” assoluta, che è quella relativa agli immobili con rendita catastale solo presunta e in una lista chiamiamola “grigia”, che elenca gli immobili con rendita catastale considerata ormai definitiva. La differenza è chiara: la prima lista è formata da 1.802 case i cui proprietari possono definitisi evasori totali, non avendo pagato su questi immobili neppure un tributo dovuto. L’ammontare della rendita è di 693.165 euro. Nell’altra lista, più lunga, ci sono invece 2.773 case, con una rendita pari a 1 milione 656mila euro, i cui proprietari si sono nel frattempo regolarizzati attraverso due sanatorie, l’ultima delle quali scadeva circa un anno fa, il 30 novembre del 2012. Quando ci siamo occupati dell’argomento, poco prima dell’ultima sanatoria, solo a Pistoia c’erano 1504 immobili “fantasma” e vi erano comprese famiglie, imprese, associazioni, enti pubblici e persino alcune parrocchiei. Nella stragrande maggior parte dei casi, però, si tratta di piccoli manufatti, annessi agricoli, come tanti ve ne sono nel territorio prevalentemente montano del comune di Pistoia. Addirittura, basta un balcone o l'apertura di una finestra non dichiarata al catasto per rientrare nella lista. Dando un’occhiata ai dati regionali per fare un raffronto, salta subito all’occhio il numero relativamente esiguo degli immobili non dichiarati nelle città più grandi, come Firenze, Prato e Livorno. Sia Prato che Livorno, per esempio, risultano avere molti meno immobili non dichiarati rispetto a Pistoia. Questo perché, ci spiegano all’Agenzia delle Entrate, avendo maggiore urbanizzazione le città più grandi hanno molti appartamenti, dove i controlli sono più rigidi e costanti. Non è un caso se, Pistoia a parte che si trova in ottava posizione, la provincia dove si trova di gran lunga il maggior numero di immobili non dichiarati è quella di Arezzo, la più rurale di tutte. L’attività di controllo dell’Agenzia delle Entrate è avvenuta incrociando le mappe catastali con le immagini aeree rese disponibili dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Solo così potevano essere avvistati fabbricati presenti sul territorio ma sconosciuti al catasto, quindi non presenti nelle banche dati catastali.

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