Il Tirreno

Pistoia

Ristoranti, ecco i promossi e i bocciati

di Paolo Lombardi
Ristoranti, ecco i promossi e i bocciati

E’ uscita la guida del Gambero Rosso 2014, che apre la stagione delle Bibbie gastronomiche. Bene la nostra montagna

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PISTOIA. Escono le prime guide gastronomiche e subito si vanno a sbirciare i promossi ed i bocciati.

Lunedì a Roma è stata presentata la guida dei ristoranti d’Italia 2014 edita dal GamberoRosso. Giovedì prossimo, a Firenze, verrà presentata quella dell’Espresso. Ma intanto controlliamo sul Gambero Rosso come sta la nostra ristorazione.

La montagna. Belle novità dalla parti dell’Abetone. In guida entrano la Taverna dello Yeti dell’Abetone e ritorna, doppo tanti anni Fagiolino di Cutigliano. Quest’ultimo è veramente un evergreen che meriterebbe un riconoscimento da parte delle autorità.

Le novità. L’altra vera novità dell’anno è Sciatò. Il locale di Serravalle viene scoperto tardivamente dal Gambero Rosso a due ormai dalla sua apertura, ma come si dice: meglio tardi che mai .

I voti vengono espressi in gamberini (da 1 a 3) per le osterie, mentre al ristorante viene concessa una votazione in centesimi.

Sciatò non è altro, per chi non lo sapesse, che l’erede del glorioso Aoristò, che tento di portare l’alta cucina i centro a Pistoia.

Il capoluogo. A Pistoia città le cose non cambiano. Resta in pista il solito trio: Bottegaia, Baldo Vino e la Trattoria dell’Abbondanza. Altre novità non ce ne sono, ma in realrà anche in centro c’è un certo movimento. Dai Salaioli fino a Liberamente, dalla Cantinetta ai classici come Coradossi e Rafanelli. Certo manca il locale top, ma quello a Pistoia non lo ha mai avuto.

Montecatini. Anche l’ex capitale del termalismo soffre quando si parla di ristorazione. Negli hotel è sempre più tariffa b&b (camera e colazione in italiano) ma questo non significa che la gente poi vada al ristorante, O che comunque abbia il portafoglio pert scegliere locali di qualità.-

E così fra i grandi resiste solo Giovanni Rotti e la sua grande professinalità. Ribadita quest’anno anche da un ospite di eccezione come Silvio Berlusconi che ha dato vita anche ad un divertente siparietto con il famoso tovagliolo in cui l’ex premier ha disegnato la sua strategia politica.

Valdinievole. A tenere alta la bandiera della zona resta così Atman, guidato da Igles Corelli, uno dei grandi chef italiani, uno che ha fatto grande la nostra cucina a partire dagli anni d’oro del Trigabolo d’Argenta.Fra l’altro Atman a Pescia, se andiamo a sfrucugliare la guida scopriamo che ha il punteggio più alto di tutta la provincia.In zona c’è poi Mason di Uzzano. Un classico ma che si sente un po’ stretto nella sua ubicazione.

La piana. Tanti locali ma qualità limitata nella piana. L’unica segnalazione del Gambero Rosso arrivaper il Fienile, bella trattoria guidata da veri professionisti poco sopra Montale.

Quale cucina?. Ma quale cucina si trova viaggiando per la nostra provincia? Se si escludono Sciatò e Atman si resta nel solco della tradizione. A Serravalle invece potete assaggiare la zuppa di burrata con canocchie e lime, mentre da Atman a Pescia vanno forte piatti come il cuscus di pecsato , verdurine, gelato di mozzarella di bufala, salsa al nero di seppia e zenzero.Poi ci sono anche innovazioni moderate come quelle che propone in città Baldo Vino, ma in genere gli esperimenti in cucina non rientrano nel dna dei pistoiesi.

Rimpianti. Restano anche i rimpianti. Pensiamo a Cecco a Pescia, mito della cucina regionale italiana, chiuso e fallito ormai da tempo.Pensiamo al mancato inserimento della Bussola di Quarrata, dove la nostra tradizione (carne, selvaggina, funghi e tartufi) è sempre coniugata ai massimi livelli. E pensiamo ad un locale unico come la Caciosteria di Pavana. Insomma il Gambero migliora ma da noi c’è ancora tanto da scoprire.

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