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Pistoia

Pediatra alla sbarra per la morte in reparto della piccola Helena

Pediatra alla sbarra per la morte in reparto della piccola Helena

Bambina di 4 anni stroncata dall’influenza al Ceppo nel 2011 saranno chiamati a testimoniare anche medici e infermieri

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PISTOIA. Influenza con gastroenterite acuta avevano diagnosticato al pronto soccorso, prescrivendo lavaggi nasali, Nurofen per la febbre e, nei giorni successivi, in caso di peggioramento dei sintomi, una terapia antibiotica a base di Laudmentin. E l'avevano rimandata a casa. Quattro anni e mezzo appena, la piccola Helena Volpicelli era morta dopo poco più di ventiquattr’ore, nel reparto di pediatria del Ceppo, dove era stata ricoverata dopo che la madre, all’aggravarsi delle sue condizioni, l'aveva riportata all’ospedale. Inutili i tentativi di rianimazione, andati avanti per quaranta minuti.

Era la sera del 16 maggio 2011. Ieri mattina, davanti al giudice monocratico del tribunale, si è aperto il processo che vede sul banco degli imputati, accusata di omicidio colposo, la pediatra in servizio al Ceppo quel tragico giorno, Simona Di Amario, 40 anni, difesa dall'avvocato Giuseppe Cherubino. del foro di Bologna.

«Cagionava la morte di Helena Volpicelli – si legge nel capo d’imputazione – ricoverata presso il reparto di pediatria dell’ospedale di Pistoia, per colpa, consistita in negligenza, imprudenza e imperizia nonchè nell'inosservanza delle regole dell'arte medica, nell'attività prestata durante il ricovero quale medico in servizio con orario dalle 14 alle 20. In particolare, nonostante le sollecitazioni dei genitori della paziente e il peggioramento delle sue condizioni cliniche, in tale arco temporale non valutava personalmente le condizioni della paziente, non richiedeva ulteriori esami di laboratorio nè prescriveva alcuna terapia infusionale».

La pediatra aveva seguito la piccola fino al momento di smontare, quando aveva passato le consegne alla collega della notte: niente, durante il ricovero, avrebbe fatto presagire, secondo lei, un epilogo così drammatico. Stava per uscire dal reparto quando, in corridio, aveva incontrato la madre della bambina, con la piccola in braccio, che si dirigeva verso la stanza dei medici perché la figlia stava male. Presa Helena, l'aveva adagiata sul lettino nella stanza delle emergenze, e lasciandola assieme a un'infermiera e alla mamma, era corsa a chiamare la collega di turno. Questione di attimi, e la situazione era precipitata.

Rappresentati dall’avvocato Giuseppe Alibrandi, i genitori di Helena, Pietro Volpicelli, 46 anni, e Maria Benintende, 44, si sono costituiti parti civili, insieme all'altra figlia Desirè, nel corso dell'udienza preliminare.

Ieri mattina il processo di fronte al giudice Luciano Costantini si è aperto con l’ammissione delle prove. Fra i testimoni dell’accusa ci sarannoi genitori e la nonna della piccola Helena, oltre ad alcuni medici dell’ospedale, tra cui il pediatria di turno al pronto soccorso prima del ricovero, e le infermiere di turno in treparto il giorno della morte. Le testimonianze inizieranno già la prossima udienza, il 14 gennaio prossimo. (m.d.)

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