Il dolore
La Caripit ha chiuso il Monte dei pegni
Dal 1° ottobre lo sportello di Sant’Agostino non accetta più depositi E scoppia la polemica di Bartolomei
PISTOIA. La Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia ha deciso di chiudere lo sportello del Monte dei pegni dal 1° ottobre scorso. La decisione è stata già presa e molti dei circa duemila clienti del Monte ne sono già al corrente, ma finora l’isituto di credito guidato dal presidente Alessio Colomeiciuc non aveva reso pubblica la chiusura. «L’operatività del Monte dei pegni di Cassa di Risparmio di Pistoia e Lucchesia – si legge nella nota diffusa dalla Caripit – verrà trasferita, nella logica di rispondere efficacemente alla sempre maggiore richiesta di specializzazione nei servizi alla clientela.Questo il contesto – insieme all’impegno nel garantire una efficace presenza operativa sull’intero territorio regionale da parte del Gruppo – in cui Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia ha deliberato la chiusura del Monte dei pegni di via di Bure Vecchia 6 a Pistoia».
«Il servizio comunque – prosegue la nota della Cassa di risparmio – continuerà ad essere attivo in ambito regionale, con il trasferimento graduale dell’attività entro la fine del 2014: in Toscana infatti l’attività del monte pegni verrà gestito dall’Azienda dei Presti in via Bufalini 27/r a Firenze.
In pratica, lo sportello di via Bure Vecchia ha cessato di funzionare (già dal 1° ottobre) ma solo per chi vuole effettuare un nuovo deposito. In questo caso, occorrerà rivolgersi a Firenze. Chi invece avesse già un deposito a Pistoia vicino alla data di scadenza (la durata è di quattro mesi, rinnovabili) nelle prossime settimane, può tranquillamente continuare a rivolgersi allo sportello di via Bure Vecchia. E così dovrebbe avvenire – almeno secondo le assicurazioni di Caripit – fin quando i vecchi depositi “pistoiesi” non saranno naturalmente esauriti. Insomma, il passaggio da Pistoia a Firenze ci sarà ma sarà “soft”.
Ma c’è già chi critica duramente la scelta della banca. Il consigliere comunale Alessio Bartolomei (Pistoia Futura) la bolla come «un grave errore, specie in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo».
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