Il Tirreno

Pistoia

L’incubo svendita riporta in piazza i lavoratori Breda

di Francesco Albonetti

Domani sciopero e corteo, venerdì incontro al Ministero Ieri a Pistoia assemblea coi segretari di Fiom, Fim e Uilm

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PISTOIA. Tornano in piazza i lavoratori di AnsaldoBreda. Lo faranno domani per «impedire a Finmeccanica di scaricare sui lavoratori le conseguenze dei propri errori» e per «chiedere al governo come azionista di riferimento, di obbligare Fimeccanica a elaborare un piano industriale che garantisca prospettive di sviluppo per AnsaldoBreda e per tutte le aziende del settore trasporti». L’occasione arriverà molto presto, già venerdì, quando i sindacati torneranno al ministero delloSviluppo economico dopo l’ultima proposta di Finmeccanica che scongiura la vendita a partner stranieri , ma offre una soluzione di bad company e “spacchettamento” che assomiglia, nelle premesse, alle recenti operazioni di salvezza dell’ Alitalia e di Telcom. La decisione dello sciopero e manifestazione di domani è stata presa ieri durante un’asssemblea di un’ora e mezzo che si è svolta nello stabilimento di via Ciliegiole, presenti anche i segretari nazionali di Fiom -Cgil, Fim -Cisl e Uilm-Uim, rispettivamente Sergio Bellavita, Enrico Azzaro e Carlo Anelli. Il corteo muoverà alle 11 dai cancelli di AnsaldoBreda per poi dirigersi verso il centro. «Non vogliamo in alcun modo intralciare l'attività del nuovo ospedale», ha spiegato Juri Citera, rappresentante Cisl della Rsu Bredal, visto che in altre occasioni le manifestazioni delle tute blu si sono dirette verso la superstrada, interrompendo il traffico con brevi e simbolici presìdi. Alle 12 la manifestazione si fermerà in piazza del Duomo e una delegazione di operai e sindacalisti incontrerà il prefetto. «Il piano di dismissioni e spacchettamento va rigettato _ ha detto Bellavita della Fiom _ Il governo deve avere chiaro che la produzione dei treni deve restare qui. Contestiamo questo piano perché non è in gioco solo il destino di AnsaldoBreda, ma anche di tutto l'indotto, della città e del territorio». «Venerdì nell'incontro col governo porteremo la richiesta di non spacchettare l'azienda _ ha detto Azzaro della Uil _ rischiando così di creare due debolezze anziché rinforzare il trasporto italiano. Vogliamo prima un piano industriale».

«Il passaggio a Cassa depositi e prestiti di per sé sarebbe anche positivo _ spiega Carlo Anelli della Fim _ Ma è decisivo che ci venga spiegato come ci si arriva. È evidente che occorre prima risolvere i problemi di uno stabilmento attualmente "insaturo", cioè col lavoro fermo. Il 14 ottobre verrà a Pistoia e in AnsaldoBreda il ministro Zanonato. È bene che si renda conto dell'evidenza dei ritardi del processo innovativo di questo sito. Il governo deve difendere l'italianità e creare i presupposti per far lavorare questo stabilimento pistoiese e non affidare commesse importanti all'estero come è avvenuto in Puglia». «Vogliamo che quella della Cassa depositi e prestiti sia una soluzione momentanea e tampone – aggiunge Citera – non quella definitiva e che prima venga fatto un piano di settore. Vogliamo evitare quanto è successo con Alitalia, Telecom e la farmaceutica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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